Bekaert, così ha vinto l’intelligenza del sindacato

Focus

Questa per noi e soprattutto per i lavoratori è una bella giornata, ottenuta dalla lotta e dall’intelligenza del sindacato.

Siamo riusciti a scrivere un’altra pagina che testimonia la centralità del sindacato nella gestione delle fasi di crisi aziendale: l’accordo sulla Bekaert per noi significa questo.
Con l’intesa sottoscritta nella nottata di ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico infatti abbiamo bloccato il licenziamento di 318 lavoratori dell’azienda Bekaert di Figline e Incisa Valdarno, che sarebbe scattato quest’oggi, dopo che la multinazionale belga aveva comunicato, senza nessun preavviso, il 22 giugno 2018, la chiusura unilaterale dello stabilimento e lo spostamento della produzione del sito toscano in Romania aprendo contemporaneamente una procedura di licenziamento per tutti i lavoratori.
Cosa prevede l’accordo? Si tratta di scelte complesse che meritano però di essere illustrate. L’intesa prevede la continuità dell’attività produttiva fino al 31 dicembre 2018 e contemporaneamente la salvaguardia dei posti di lavoro per tutto il 2019, attraverso l’utilizzo della Cassa Integrazione per cessazione di attività, appena reintrodotta.
Ciò allo scopo di avere un periodo necessario ad accompagnare il processo di reindustrializzazione e ricollocazione di tutti i lavoratori. In questa direzione va l’impegno strappato a Bekaert di mettere a disposizione le aree per la reindustrializzazione collegandolo alla rioccupazione dei lavoratori, a cominciare da quella del “filo tubo”. L’intesa
prevede che Bekaert riconosca all’azienda che reindustrializza uno sconto di 40.000€ per ogni
dipendente assunto nell’area. Tutto il percorso di reindustrializzazione dovrà essere monitorato dal sindacato e dal Ministero dello Sviluppo economico.
Non è finita qui. L’accordo prevede anche un sistema di incentivazione all’uscita per ogni dipendenti in base
all’anzianità lavorativa. Per facilitare la ricollocazione dei lavoratori delle aziende dell’indotto ad ogni assunzione a tempo indeterminato riceveranno, in aggiunta a quanto già previsto dalla normativa attuale, 10.000 euro per ogni assunzione a tempo indeterminato. A tal fine verranno anche messi a disposizione i programmi di politiche attive previsti dalla Regione Toscana. Ai lavoratori che invece avranno una continuità occupazionale, perché inseriti nel
processo di reindustrializzazione nell’attuale perimetro aziendale, riceveranno un indennizzo pari a 4 mensilità.
L’accordo rappresenta un risultato importante e chiarisce definitivamente che la reintroduzione della Cigs per cessazione di attività, a fronte di piani di reindustrializzazione sono uno strumento importante per riattivare investimenti e difendere il lavoro. Questa per noi e soprattutto per i lavoratori è una bella giornata, ottenuta dalla lotta e dall’intelligenza del sindacato.

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