La svolta del sindacato: no ai gialloverdi

Focus

Grande manifestazione nazionale il 9 febbraio a Roma contro la legge di bilancio del governo Conte

Con l’indizione della manifestazione nazionale del 9 febbraio, Cgil Cisl e Uil hanno compiuto un rilevantissimo passo politico. Siamo davanti ad un passaggio importante della legislatura di cui non si può non cogliere la novità: per la prima volta i sindacati scendono in piazza contro quel governo gialloverde che pure molti suoi iscritti hanno sostenuto votando per il M5s o la Lega. Viene dunque ribadita l’autonomia dei sindacati che protestano giustamente contro il merito di una pessima legge di bilancio, una legge che nega in radice la possibilità della ripresa e dello sviluppo e che ancora una volta, di riffa o di raffa, mette le mani nelle tasche degli italiani, promettendo cose che non si realizzeranno mai e che creeranno nuovi problemi.

Cgil Cisl e Uil, dopo mesi di prudenza attendendo invano soluzioni positive per lavoratori e pensionati, ha infine valutato che le ricette dei grillini e dei leghisti vanno combattute iniziando con una imponente dimostrazione di massa quale sarà la manifestazione romana del 9 febbraio. Forse si poteva fare prima che la legge fosse approvata, ma certamente non è un rito. E’ una scelta in grado di unificare i tanti malesseri che serpeggiano per il Paese, di fornire una risposta di battaglia al grande malessere italiano neppure scalfito dal governo pentaleghista.

E’ chiaro che è anche l’occasione per tanti elettori grillini e salviniani che si riconoscono nel sindacato di fare i conti con una situazione nuova. E per la Cgil, in particolare, di ragionare su un nuovo schema riformatore, abbandonando polemiche superate e guardando in faccia una realtà sociale che sta mostrando evidenti segni di peggioramento: l’Istat è tornata a certificare un aumento della disoccupazione, le aziende sono preoccupatissime, i salari e le pensioni non crescono, le disuguaglianze aumentano. L’Italia non ce la fa e anzi rischia seriamente di andare in recessione. Non sarà solo colpa di Conte, ma certo Conte è tutt’altro che un toccasana.

Ecco perché quella del 9 febbraio non sarà solo una grande manifestazione di protesta. Ma l’avvio di un percorso nuovo, di lotta e di proposta, per fermare questo governo antipopolare e riprendere un discorso di giustizia e riforme. Cgil Cisl e Uil hanno battuto un colpo, e forte.

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