Gentiloni: “Il sovranismo non porterà al tramonto dei nostri valori”

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Paolo Gentiloni alla Camera

Oggi, alle ore 15,30 il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, ha riferito alla Camera sui recenti sviluppi della situazione in Siria. Alle 18 sarà la volta del Senato

Non c’è alcun “dubbio” che in Siria siano state usate armi chimiche, lo confermano “diverse fonti, tra cui l’Oms” e “abbiamo visto tutti le immagini”. A dirlo è stato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, riferendo oggi alla Camera sulla crisi siriana.

Inaccettabile l’uso di armi chimiche

Il premier italiano ha voluto fugare ogni dubbio sin dall’inizio del suo intervento a Montecitorio perché proprio sulla natura dell’attacco che ha ucciso più di 70 persone a Douma – la città siriana controllata dai ribelli vicino a Damasco – verte le motivazione principale che ha armato la ritorsione militare di Stati Uniti, Francia e Regno Unito contro il regime del presidente Bashar al Assad.

Ha spiegato Gentiloni: “Sappiamo che il regime di Assad ha fatto ripetutamente uso di armi chimiche. La città di Douma è stata oggetto di un attacco in cui secondo ogni evidenza si è ripetuto l’uso di armi chimiche, probabilmente cloro miscelato con sarin o agenti assimilabili. Fonti diverse, tra cui l’Oms, hanno confermato che l’attacco chimico ha provocato decine di morti e feriti. Abbiamo visto tutti immagini che non dovremmo vedere, persone e bambini intossicati. Non abbiamo alcun indizio per pensare che quelle immagini siano state manipolate”. “Credo – prosegue – che non possiamo accettare che si torni a 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale che si torni a legittimare l’uso della armi chimiche, non possiamo accettarlo”

No a una escalation, negoziato con Assad necessario

La risposta del 14 aprile da parte di Usa, Francia e Gran Bretagna, è stata “una risposta motivata, mirata e circoscritta. Non ci sono indicazioni di vittime civili né indicazioni di danni collaterali” il che dimostra che “la risposta è stata coordinata con attori presenti per scongiurare vittime civili”. È da questa premessa che Gentiloni parte per chiarire l’assoluta “contrarietà a una escalation” del conflitto. Non è possibile, spiega il premier, “giungere alla fine del conflitto solo con l’uso della forza” o accettare “l’idea di cacciare ‘manu militari’ il dittatore Assad”. L’unica via percorribile indicata da Gentiloni è quella diplomatica, anche se siamo di fronte “a una guerra orribile e a un regime orribile. Ma il negoziato con questo regime orribile – spiega Gentiloni – è inevitabile”. Poi chiama in causa Mosca e spiega: “Sfidiamo la Russia a contribuire con Stati Uniti, Iran ed Europa alla soluzione negoziale a questa situazione. Il ruolo della Russia è fondamentale, bisogna farlo ora”.

Nessun sovranismo porterà alla fine dei valori dell’occidente

Uno dei passaggi più apprezzati dell’intervento a Montecitorio riguarda il rapporto con gli Stati Uniti. “L’Italia non è un Paese neutrale, che sceglie di volta in volta con chi schierarsi tra l’alleanza atlantica e la Russia – dice Gentiloni – il nostro Paese è un coerente alleato degli Stati Uniti e non di questa o quella amministrazione americana, di Kennedy o Nixon, di Reagan o Clinton, di Bush o Obama. L’Italia è sempre stata da questa parte, è una scelta di campo perché in gioco non c’è solo la riconoscenza per chi ha liberato il nostro Paese dal nazifascismo. Ci sono in gioco i nostri valori. È una scelta di campo, è la nostra scelta di campo”. Dietro lo schierarsi dell’Italia sempre a fianco dell’alleato americano, conclude il premier, “non c’é solo riconoscenza; ci sono in gioco valori come libertà, diritti o libero commercio e nessuna stagione sovranista può portare al tramonto dei valori dell’occidente”.

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