Siria, ma che ne sanno Di Maio e Salvini?

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Salvini rilancia la propaganda russa, Di Maio tace. Ecco la reazione delle forze vincitrici il 4 marzo a ciò che sta accadendo in Siria

E’ successo di nuovo. Domenica 8 aprile sono arrivate notizie agghiaccianti dalla Siria. Per la terza volta almeno, sono stati usati gas chimici contro la popolazione civile. In questo caso il teatro delle atrocità è Douma, nel governatorato di Damasco, nelle mani dei ribelli ma vicina alla capitolazione. Dopo i bombardamenti di Ghouta con il gas sarin dell’agosto del 2013, in cui sono morte secondo le stime più alte più di 1700 persone, e l’attacco chimico del 4 aprile 2017 a Khan Shaykun, in cui sono morti tra le 70 e le 100 persone, dopo alcuni episodi di utilizzo del cloro nella fabbricazione di barrel bombs, ancora una volta in Siria si contano i
bambini, i civili soffocati, le centinaia di persone che si recano negli ospedali con chiari sintomi di soffocamento.

La reazione internazionale

La reazione internazionale è stata giustamente decisa, a partire dalle dichiarazioni di Donald Trump seguite dal presidente francese Macron. Entrambi hanno condannato l’attacco hanno concordato che Assad debba “rispondere dei continui abusi dei diritti umani”.

La richiesta di Martina: cessate il fuoco immediato

L’Italia, in questa panorama compatto di condanne, spicca per un dibattito surreale. Da noi regna il silenzio, a parte il ministro Alfano, che ha espresso “sdegno e sconcerto”, e il Partito Democratico, che ha invitato il ministro a riferire in Parlamento e, con il segretario Martina, ha chiesto un impegno per il cessate il fuoco immediato. Per il resto, disgusta il silenzio delle altre forze politiche. Non una parola da Forza Italia, né dal Movimento 5 Stelle. La Lega si limita a rilanciare dagli account di alcuni esponenti, incluso un Salvini inedito pacifista, la propaganda russa che mette in dubbio l’attacco chimico.

Il silenzio delle forze che hanno vinto il 4 marzo

Nel silenzio dei partiti che hanno prevalso alle elezioni, ancora più vergognoso se si pensa alle parole da loro sprecate per giocare al gioco del governo-si- governo-forse- governo-mai, risaltano invece tanti account vicini alla galassia Lega e 5 Stelle che mettono in dubbio la veridicità di quanto accaduto.

Come se le foto dopo l’attacco non parlassero chiaro: bambini che respirano a fatica assistiti da respiratori e maschere di ossigeno, cadaveri di civili rattrappiti nella morte in posizioni innaturali, senza ferite visibili, irrigiditi dagli effetti del gas. Come se le notizie dell’attacco arrivassero solo dai ribelli e non da fonti indipendenti: oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità certifica che sono più di 500 le persone che hanno chiesto assistenza a partner sanitari dell’organizzazione con chiari sintomi derivanti dall’esposizione a agenti chimici tossici.

Salvini rilancia la propaganda russa, il M5s tace

E se non stupisce che la Lega, vista la fascinazione di Salvini per Putin, rilanci la propaganda russa, passando dallo slogan “Prima gli italiani” alla politica estera di “Prima i russi”, allarma il silenzio del Movimento 5 Stelle. Un silenzio che significa cosa? La difficoltà a condannare un crimine contro l’umanità? La fatica a distanziarsi da Assad, quando più volte gli esponenti del
M5S che si occupano di esteri hanno dato voce alle sue tesi in Parlamento, arrivando a chiedere la fine delle sanzioni contro i luogotenenti del dittatore?

Cosa ne pensa il M5s?

Sarebbe bello sapere dal Movimento che ne pensa di una questione così grave che a breve, data l’escalation tra Trump e la Russia, rischia di entrare direttamente nell’agenda politica italiana. Anche perché non stiamo solo parlando di una grave violazione dei diritti umani, ma anche dell’interesse nazionale del nostro Paese.

L’Italia ha nel Mediterraneo il centro delle nostre preoccupazione strategiche. Non dire nulla e mantenere una vergognosa ambiguità che indica connivenza con Assad, significa non sapere che direzione dare alla nostra politica estera. In un momento nel quale i contatti tra USA, Francia e Regno Unito si fanno più stretti per decidere come rispondere all’ennesimo schiaffo di Assad, non dire nulla equivale a indebolire la posizione strategica del nostro paese là dove ci interessa di più.

Non male per una forza che smania di governare e che, come ha dimostrato Di Maio all’uscita dal Quirinale, vuole confermare di essere una forza moderata con credibilità e autorevolezza proprio utilizzando il posizionamento internazionale dell’Italia. Nessuno dei giornalisti così curiosi di sapere l’opinione di Salvini e Di Maio ha provato a chiedere loro che ne pensano di una questione così rilevante per noi.

Ma qui non si sta giocando: può essere che nei prossimi giorni all’Italia sia chiesto di prendere parte a un impegno collettivo per rispondere a questo crimine odioso. Se rispondessimo con la propaganda russa di Salvini e il mutismo di Di Maio non sarebbe un bel modo di difendere il nostro interesse nazionale.

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