Siria, cessate il fuoco e garantire subito assistenza umanitaria

Focus

Siamo davvero così concentrati, o forse meglio confessare distratti, dai nostri problemi interni da accettare tutto questo con un vergognoso distacco

Siria. Cessare il fuoco e garantire assistenza umanitaria. Subito.

I bambini e le donne vittime dell’attacco del regime siriano ieri a Duma si aggiungono agli oltre 400.000 morti causati dal conflitto che ha devastato il paese negli ultimi 7 anni. Se ricordiamo anche i 5 milioni di rifugiati che hanno cercato riparo fuori dai confini del Paese e i 6,3 milioni di sfollati interni abbiamo di fronte a noi la nitida immagine del fallimento epocale del tentativo di risolvere questa crisi per la comunità internazionale.

Siamo davvero così concentrati, o forse meglio confessare distratti, dai nostri problemi interni da accettare tutto questo con un vergognoso distacco. Può la spartizione del paese in zone d’influenza esterne rappresentare una soluzione giusta? È tollerabile assistere impotenti agli attacchi contro quella comunità curda il cui eroismo nel combattere l’avanzata di Daesh abbiamo tutti riconosciuto e celebrato? 

Sono quasi 3 milioni i rifugiati al di sotto dei 18 anni, cosa penserà nel futuro questa generazione perduta e abbandonata di noi europei e occidentali, della nostra miopia, del nostro egoismo? 

Se è vero che non ci può essere una soluzione militare alla crisi siriana, come afferma il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Gutierrez, allora o la politica e la diplomazia utilizzano tutti gli strumenti a disposizione per intervenire oppure sarà la violenza dei più forti a imporre la propria logica di propri interessi. 

A Bruxelles il 24 e il 25 aprile l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, organizzerà la seconda Conferenza sul futuro della Siria e della regione, con la partecipazione di tutti i principali protagonisti. Facciamo sentire la nostra voce perché gli appelli per il cessate il fuoco non rimangano lettera morta e perché venga garantita l’assistenza umanitaria ai milioni siriani vittime innocenti di questa tragedia senza precedenti. Subito. Lo dobbiamo a quei bambini, lo dobbiamo anche a noi stessi e alla nostra storia europea

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