Un passo avanti e due indietro. Tutte le smentite subite da Berlusconi

Focus

Le figuracce su Cottarelli, unioni civili, condono edilizio, jobs act, legge Fornero e parametri Ue

Berlusconi, si sa, ci ha abituati negli anni ad affermazioni mirabolanti che di volta in volta sono state smentite dagli avversari, dai fatti, dagli alleati, fino ad arrivare alla chicca tutta berlusconiana dell’auto-smentita.

Senza andare troppo indietro nel tempo – i più giovani potranno agilmente fare riferimento a Wikipedia – e limitandoci a dare uno sguardo solo all’ultimo mese di campagna elettorale, il dubbio è che il Cavaliere stia provando a battere il record tutto personale di “bufale”, intese come affermazioni fatte vendendo troppo presto la pelle dell’orso.

Solo nella giornata di oggi, ad esempio, sono due le smentite, abbastanza clamorose, collezionate da chi vorrebbe proporsi agli italiani come un leader credibile.

Cottarelli nel governo di destra? Ma il diretto interessato smentisce

L’ultima “figuraccia” in ordine di tempo è quella rimediata sul nome di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review con il Governo Renzi.
Questi i fatti: alle 12:25 l’Ansa batte la notizia: “L’ho sentito ieri e si è dichiarato disponibile, sarà nella nostra squadra di governo”.
Tempo neanche due ore, e alle 14:22 arriva la garbata smentita del diretto interessato: “Vorrei chiarire di non aver dato la mia disponibilità a nessun schieramento a partecipare in qualunque forma a un futuro governo”. Più chiaro di così si muore.

La gaffe “rumorosa” di Berlusconi sulle unioni civili

Solo poche ore prima, nella tarda mattinata, ecco l’altra chicca di giornata: Mara Carfagna costretta a correre ai ripari (ma chissà quanto c’è da fidarsi) dopo le dichiarazioni del Cavaliere che ieri aveva detto: “Quella sulle unioni civili è una legge sbagliata, abolirla non è tornare al passato”.

Apriti cielo. Dopo la prevedibile levata di scudi dell’una e dell’altra parte (qui il pezzo di Monica Cirinnà), la già ministra per le Pari Opportunità ha provato a metterci una pezza, affermando: “Ho avuto modo di parlare con il presidente Berlusconi e, come spiegherà lui approfonditamente nel corso della giornata, non mettiamo e non metteremo mai in discussione i diritti acquisiti. Non è il principio ad essere sbagliato, ma la legge che è stata approvata”. Cosa questo voglia dire, non è dato sapere.

Jobs Act sì, Jobs Act no

Tornando indietro di appena un mesetto, un’altra perla Berlusconi l’ha regalata sul Jobs Act, esibendosi nella specialità tutta personale dell’auto-smentita, questa volta nella stessa giornata.

Ospite di Radio Anch’io su Radio Uno alle 8.30 del mattino, Berlusconi ha detto: “i dati sull’occupazione giovanile riguardano un’occupazione a termine. Fanno pensare a molti posti di lavoro in più, sono stati causati dal Jobs Act che a gennaio finirà la sua azione e dunque molti di questi contratti finiranno”. A domanda del conduttore: “Lei lo abolirà se andasse al governo?”, Berlusconi ha risposto: “Sì, è stato, come dire, un’iniezione che ha dato una provvisoria spinta ma solo ai contratti a termine”.

Dopo la parziale smentita delle segreteria, a fine giornata intervistato da Radio 105 è stato lo stesso Cavaliere a fare retromarcia: “Io non ho detto “abolizione del Jobs Act””.

L’evergreen del condono

Come ad ogni campagna elettorale l’ex Cavaliere ha ritirato fuori il suo evergreen: il condono edilizio. Affermazione che rivede lui stesso subito dopo, definendolo un semplice “abusivismo di necessità“.

“Bisogna cambiare le regole – ha spiegato Berlusconi – chi deve costruire una casa o aprire un’attività commerciale, non dovrà più aspettare anni per permessi e licenze dovrà dichiarare l’inizio dell’attività e assumersi la responsabilità di rispettare le leggi. Solo dopo verranno i controlli”. E a chi gli chiede se si tratta dell’ennesimo condono, risponde: “Chiamatelo come volete l’importante è che si cambino queste regole”.

Ma subito dopo il leader di Forza Italia viene smentito da Salvini che si affretta a precisare: “Dico no, fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi: il nostro territorio è già troppo cementificato, occorre abbattere tutte le costruzioni abusive, a partire dalle zone più a rischio”.

Come se non fosse sufficiente il niet del suo alleato politico, ad affossare definitivamente la proposta di Berlusconi ci pensa la Cassazione, precisando che in nessun caso “la realizzazione della costruzione abusiva – ha commentato su Lexambiente.it  il consigliere della Corte suprema di Cassazione Luca Ramacci – non può essere giustificata dalla mera necessità di evitare un danno alle cose”.

Lo strappo sulla legge Fornero

Una delle prime spaccature tra Lega e Forza Italia in campagna elettorale è stata però sulla legge sulle pensioni. Per Salvini l’abolizione della legge Fornero è un leitmotiv, anche perché in campagna elettorale porta sempre grandi consensi. E così anche questa volta non riesce a trattenersi e lancia la proposta: “La cancelleremo”.

Ma Berlusconi ritratta e pur di non mostrare la distanza abissale con il Carroccio,preferisce restare sul vago: “Non si può abolire tutta la legge, noi intendiamo cancellare i provvedimenti iniqui” della legge. Mistero, però, su quali siano esattamente i provvedimenti da modificare.

L’Europa e i parametri Ue

Ma la legge Fornero non è l’unico provvedimento che il leader del Carroccio vorrebbe abolire, anche perché è facile fare campagna elettorale promettendo di cancellare norme anziché facendo proposte nuove. E così ha fatto anche sul rispetto del 3% sul rapporto deficit-Pil.

Mentre Berlusconi è partito alla volta di Bruxelles per assicurare che un eventuale governo di centrodestra rispetterà i parametri europei, il segretario della Lega si dice pronto a cancellarlo nel caso in cui danneggiasse imprese e famiglie.

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