Social, che senso ha nel 2020 fare l’elenco dei più pop?

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I dati su like e follower ci dicono che Salvini è attualmente il politico più popolare in Italia? La risposta è che lo sapevamo già, perché quei numeri sono lo specchio di dinamiche più ampie

Nel 2019 i social media e le relative metriche sono diventati qualcosa di profondamente diverso rispetto al passato. Se alcuni anni fa, nelle campagna del 2013 o anche del 2018, i social potevano essere considerati indicatori di popolarità di partiti e leader, oggi hanno perso questa loro capacità evocativa. I dati su like e follower ci dicono che Salvini è attualmente il politico più popolare in Italia? La risposta è che lo sapevamo già, perché quei numeri sono lo specchio di dinamiche più ampie.
Oggi invece come possono essere rilevanti i social media in una campagna elettorale? Ancora una volta, tornando alle origini, a dimensioni meno visibili ma che qualificano l’azione sui nuovi mezzi: innanzitutto l’organizzazione dal basso dei soggetti che vogliono contribuire, nella classica modalità grassroot che piuttosto che creare qualcosa di organizzato, fa sorgere attenzione ed effervescenza.
L’altro elemento, quello meno considerato ma che davvero può fare la differenza, è utilizzare i social media come una incredibile occasione di ascolto, non con dati banali su like e follower ma analizzando il tipo di conversazioni che si attivano, perché questo consente di andare oltre la rappresentazione offerta dai media tradizionali. Che senso ha nel 2020 fare l’elenco dei più pop? Un autorevole settimanale che dedica a questo 8 pagine: è questa la vera notizia.

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