Dove sono i soldi del primo partito italiano?

Focus

E’ un problema politico serio, di trasparenza e di morale istituzionale. Dell’aspetto penale se ne occupano altri, del silenzio della Lega non smetteremo di occuparcene noi

Roma ladrona la Lega non perdona” era lo slogan della prima stagione leghista. Roma era il cuore dell’Italia centralista, sperperona, corrotta che era contro il Nord, capace, laborioso, integerrimo. Questo era l’immaginario collettivo costruito da Bossi negli anni 80 e oltre. I soldi del nord produttivo andavano difesi dallo sperpero dello Stato romanocentrico, la secessione era la medicina.

Poi sono arrivate le ramazze. Stagione di Maroni. La Lega andava ripulita, perché qualcosa nella gestione interna dei soldi, e nel cerchio magico, come avevano dimostrato le inchieste, non era andato per niente bene, la gestione del leader andava cancellata.

Poi è arrivato Salvini e l’inchiesta sui 49 milioni indebitamente acquisiti dalla Lega attraverso il finanziamento pubblico, un’inchiesta penale che nasceva dall’accusa, poi divenuta condanna, che Umberto Bossi e Francesco Belsito fossero «consapevoli delle irregolarità dei rendiconti da loro sottoscritti e che dissimulavano la irregolarità di gestione», allo scopo di ottenere indebitamente i fondi pubblici del finanziamento ai partiti, da noi abolito, inchiesta che riguardava fatti avvenuti tra il 2018 e il 2010, che si concludeva con una sentenza del 2017 che prevedeva la confisca dei 49 milioni. Una successiva decisione pattuisce una rateazione a lunghissimo termine di quella restituzione. Ma nei conti della Lega, a quell’epoca, gestione Salvini, si trovava poco più di un milione. Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura…dove sono quei soldi che la Lega deve allo Stato?

Come si sono polverizzati 49 milioni di Euro? Dove ? Su questo come è noto indaga la magistratura, e noi non possiamo che rispettare quel lavoro, in attesa della verità giudiziaria. Ma noi facciamo politica, abbiamo diritto a sollevare quesiti politici.
Arrivano altre inchieste, anche giornalistiche, che vogliono fare chiarezza su società riconducibili alla Lega, su commercialisti legati alla Lega e sul tesoriere della Lega. La domanda politica rimane sempre quella, dove sono finiti i soldi della Lega? Se ci sono reati lo stabilisce la magistratura, ma se il Principale Partito italiano e di governo non vuole dire al paese dove siano finiti quei soldi o una parte di quelli, e come abbia continuato Salvini a finanziare l’attività del Partito, questo è un problema politico prima ancora che giudiziario. Che riguarda Salvini, non le precedenti gestioni. Non ci possono essere ombre sui soldi del più grande partito italiano.

E infine dopo le inchieste dell’Espresso di qualche mese fa, arriva un’altra ipotesi giornalistica, Il 10 giugno Report trasmette un’inchiesta in cui ha ricostruito alcuni movimenti sospetti di denaro. Secondo quel programma televisivo, il gruppo del Senato della Lega, avrebbe versato 480.000 euro di fondi del gruppo alla cognata di Alberto Di Rubba, direttore amministrativo del gruppo parlamentare della Camera. Lo scopo del versamento, sempre secondo la ricostruzione, sarebbe stato quello di comunicare le attività del gruppo sui social network. Peccato che la cognata di Di Rubba sia una barista. Secondo Report, la donna figura anche come amministratore di una società che a 8 giorni dalla sua nascita riceve un bonifico sostanzioso dal gruppo parlamentare al Senato della Lega. Un tempo record per una commessa così importante. Corrisponde al vero questa ricostruzione ? Centemero, parlamentare e tesoriere del partito, annuncia querela; vedremo il risultato di questa scelta, ma le domande rimangono aperte. Anche perchè Report sostiene che in quest’occasione e in un’altra, parte di quei soldi siano poi ritornati alla Lega. Sarebbe insomma, se i fatti corrispondessero al vero, un metodo di finanziamento indebito al Partito.
Insomma, Roma ladrona non viene più usato come slogan, ora che invece, dalle poltrone del governo, proprio a Roma vanno trovati molti miliardi per risanare il disavanzo del debito pubblico, ma le domande sui soldi della Lega aumentano ogni giorno di più.

Nel silenzio del sedicente partito della trasparenza, i 5S, la Lega e Salvini, non hanno mai risposto sulla sorte dei loro 49 Milioni, su come abbiano finanziato la loro attività politica in passato ed adesso. E’ un problema politico serio, di trasparenza e di morale istituzionale. Dell’aspetto penale se ne occupano altri, del silenzio della Lega non smetteremo di occuparcene noi.

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