Chi si candida a governare deve garantire rispetto delle leggi e trasparenza

Focus

È evidente che la trasparenza nella gestione delle risorse economiche della politica è un dato essenziale per la sua credibilità e per la stessa democrazia

L’Espresso, nel numero che è in edicola dal 3 aprile, ha pubblicato un’inchiesta sulle risorse economiche della Lega. In sintesi, il Tribunale di Genova, all’epoca della sentenza che aveva condannato Umberto Bossi ad una pena di 2 anni e mezzo per truffa ai danni dello Stato, ha disposto il sequestro del patrimonio della Lega, che allora ammontava a 48 milioni di euro.

Lo stesso Tribunale, però, ad oggi sarebbe riuscito a reperire soltanto poco più di due milioni di euro. Secondo la ricostruzione fatta dall’Espresso, il sequestro del patrimonio leghista sarebbe stato aggirato mediante la costituzione di un’associazione senza scopo di lucro chiamata “Più Voci”, creata da tre commercialisti tra cui lo stesso tesoriere della Lega.

Grazie a questa associazione, inoltre, sarebbero stati acquisiti finanziamenti poi girati a società controllate dalla Lega stessa, tra cui Media Padania, Editoriale Nord, Pontida Fin, Fin Group, in violazione della legge che stabilisce che i finanziamenti ai partiti non possono essere investiti se non in titoli di Stato dei Paesi dell’UE.

L’inchiesta dell’Espresso racconta poi di finanziatori e conti bancari, non solo italiani, aperti per svuotare il conto sequestrato.  Insomma, viene rappresenta una gestione opaca e poco trasparente delle proprie finanze da parte del Carroccio e, ad oggi, l’inchiesta e le esplicite accuse in essa contenute non hanno ricevuto né risposte né smentite da parte della Lega.

Per questo abbiamo presentato un’interrogazione, a prima firma di Dario Parrini, con lo scopo di chiedere al Ministero della Giustizia di verificare se, nel caso venissero accertate le vicende raccontate dall’Espresso, non vi siano state violazioni di leggi che regolamentano i partiti politici.

È evidente che la trasparenza nella gestione delle risorse economiche della politica è un dato essenziale per la sua credibilità e per la stessa democrazia. I comportamenti dei partiti e i loro finanziamenti devono essere noti e chiari ai cittadini e anche per questo nella scorsa Legislatura abbiamo insistito, da soli e senza riuscirci, per arrivare all’approvazione della legge che regolamenta il funzionamento dei partiti. Legge, oltretutto, che è prevista dalla Costituzione e non è mai stata fatta.

Ma questa vicenda, se confermata, sarebbe grave per la violazione di leggi già in vigore e, soprattutto, perché riguarda una forza politica quale è la Lega che, dopo il risultato elettorale, si candida a governare il Paese e chi si candida al Governo ha il dovere di garantire il rispetto delle norme e trasparenza.

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