Sondaggi Lombardia: Gori in recupero, pesano ancora gli indecisi (e la scelta di Leu)

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Il sindaco di Bergamo è il candidato più noto (e apprezzato). Centrodestra ancora avanti nel voto alle liste

“Sei punti sono recuperabili, ci sono il 37 per cento di indecisi. E tra quelli c’è una larga maggioranza pronta a votare per noi”. Ne è convinto il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia Giorgio Gori che ha commentato così il sondaggio Ipsos pubblicato dal Corriere della Sera. “Sono molto fiducioso – ha detto il sindaco di Bergamo – ho visto che il candidato di centrodestra è molto basso nel gradimento, esattamente quello che registro negli incontri laddove si presenta”.

Ma cosa dice esattamente il sondaggio Ipsos? Vediamolo nel dettaglio.

Intenzioni di voto: Fontana di poco avanti, pesa la scelta della sinistra

Attilio Fontana, candidato della Lega Nord e di tutto il centrodestra dopo il ritiro di Roberto Maroni, è avanti di sei punti percentuali rispetto a Giorgio Gori: 41% per l’ex sindaco di Varese, 35% per il primo cittadino di Bergamo. Molto staccati gli altri due principali candidati: Dario Violi del Movimento 5 Stelle è accreditato del 15% delle preferenze, Onorio Rosati di Liberi e Uguali solo del 4%. La somma di tutti gli altri candidati minori sta intorno al 5%. Numeri che ci dicono come il centrodestra sia ancora ben radicato in Lombardia (dove governa ininterrottamente dal 1995) e, al tempo stesso, come il centrosinistra sia ancora in partita, spinto dalla giusta scelta del candidato e dal tutt’altro che irrilevante dato sul numero di indecisi.

Certo è che alla fine potrebbe pesare, non poco, la scelta scellerata di Liberi e Uguali di uscire dalla coalizione, presentarsi con una candidatura del tutto velleitaria e disperdere un numero di voti forse sufficiente per colmare il gap con il centrodestra. Cosa che non è successa, per esempio, nel Lazio dove il candidato unitario Nicola Zingaretti è super-favorito alle Regionali.

Indice di gradimento: Gori batte nettamente Fontana

Il livello di notorietà dei quattro candidati principali è molto differente. Gori si colloca nettamente al primo posta, conosciuto da quasi l’80% dei lombardi, mentre Fontana – che paga il prezzo di essere stato candidato in fretta e furia dopo il passo indietro di Maroni – è fermo ad un 60% di notorietà. Decisamente staccati, anche in questo caso, Violi (al 23%) e Rosati (al 20%). Di pari passo con la notorietà, viaggia l’indice di gradimento. E in questo caso il quadro si capovolge rispetto alle intenzioni di voto. Gori è l’unico ad avere un indice positivo, con gli estimatori che superano di gran lunga (circa il 14%) i detrattori. Fontana, invece, registra un gradimento basso, con una leggera prevalenza di chi ne ha un’idea negativa.

E’ su questo dato che Gori vuole lavorare per provare a ribaltare un risultato che fino a qualche settimana fa sembrava già scritto: “Sono pronto a scommettere – ha dichiarato il candidato del centrosinistra – che questa cosa finisce dritto nelle urne il 4 marzo”.

Voto di lista: centrodestra sopra il risultato delle ultime politiche

Nelle indicazioni di voto per i partiti a livello regionale stanno le criticità maggiori per il centrosinistra. Se, infatti, il candidato del centrodestra, per ora, ha grandi margini di difficoltà personali, non si può dire altrettanto per quanto riguarda la coalizione che lo sostiene. La somma di Forza Italia, Lega Nord (per la prima volta alle Regionali considerato il primo partito in assoluto con il 23,3%), Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia e Lista Fontana dà il centrodestra al 41,7%, il risultato più basso dal 1995 (quando però Forza Italia e Lega correvano separate), ma comunque sufficiente per stare davanti. Le liste collegate alla candidatura di Gori (Pd, Lista Gori e altri di centrosinistra) stanno al 32,5%, quasi tre punti sotto le stime di voto per il candidato presidente. Un quadro che non favorisce il sindaco di Bergamo, soprattutto perché legato al voto nazionale che si svolgerà lo stesso giorno. Ma al quartier generale di Gori ci credono: alla fine il gradimento per la persona peserà e potrebbero esserci delle sorprese.

“Siamo in recupero, ce la giocheremo fino in fondo”. E’ il commento del segretario regionale del Pd lombardo Alessandro Alfieri che lancia anche un appello agli elettori più di sinistra: “Gori ce la può fare, disperdere il voto in questo caso sarebbe davvero assurdo. Anche perché – aggiunge Alfieri – la scelta di Leu di correre in solitaria è davvero incomprensibile, in primo luogo per i propri elettori. In Lombardia abbiamo sempre votato insieme, siamo sempre stati dalla stessa parte. Se oggi avessero deciso di correre con noi saremmo praticamente appaiati al centrodestra”.

 

 

 

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