Il sottosegretario alla Giustizia: “Via le correnti di sinistra dalla magistratura”. Dal Pd: “Dimissioni”

Focus

Polemica sul leghista Jacopo Morrone dopo le frasi pronunciate ad un incontro ufficiale con i giovani magistrati. Legnini: “Telefonerò a Bonafede”

Continua l’attacco ai magistrati da parte della Lega. Dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato l’ordine di sequestro di 49 milioni di fondi della Lega scomparsi nel nulla, le reazioni dei leghisti con a capo Matteo Salvini sono state molto cruente.

Uno scontro che ha visto nella giornata di oggi il sottosegretario alla Giustizia, il leghista Jacopo Morrone, affermare ad un incontro ufficiale con i giovani magistrati: “Voi sapete a che partito appartengo, cioè la Lega, e mi auguro che la magistratura si liberi dalle correnti. Mi auguro in particolare che si liberi di quelle di sinistra”. Frase che fa intendere che la magistratura di sinistra vuole colpire la Lega. Uno schema già visto negli anni scorsi con Silvio Berlusconi.

Ma il sottosegretario, dopo alcuni minuti, nel tentativo di smorzare la frase peggiora ancora la situazione: “Ho parlato così prima perché come voi sapete il mio partito ha una questione aperta con questi magistrati”.

Frasi che hanno subito sollevato un polverone con le proteste dei responsabili di Area, la corrente di sinistra delle toghe, l’Anm, i singoli consiglieri attuali e futuri del Csm. In seguito le parole del vice presidente del Csm Giovanni Legnini: “Ho già informato il ministro della Giustizia con una nota sollecitandolo a prendere posizione su quanto accaduto”. Ma da Bonafede nessuna risposta al momento.

Il mea culpa di Morrone

Lo stesso Morrone è costretto a una dichiarazione che suona come un’ammissione e al contempo un mea culpa: “In magistratura non ci sono correnti migliori di altre. E le mie parole pronunciate questa mattina al Csm sono un’opinione personale che non rappresenta la posizione del ministro Bonafede. In questo senso ho avuto un’uscita irruente e infelice rispetto al contesto e alla rappresentanza. Rivendico comunque la posizione politica, la Lega ha sempre criticato le correnti in magistratura perché portano alle storture che sono emerse e a più riprese denunciate in diversi anni. Non era mia intenzione sostituirmi al ministro di cui stimo e rispetto la posizione. Così come rispetto la stragrande maggioranza della magistratura che porta avanti la propria missione con abnegazione e imparzialità”.

Il Pd chiede le dimissioni di Morrone

Protesta il Pd che chiede le dimissioni di Morrone. Alessia Morani scrive: “Sono dichiarazioni inaccettabili quelle del sottosegretario Morrone che non vanno assolutamente derubricate a gaffe o scivoloni comunicativi: la Lega mostra il suo vero volto autoritario e illiberale. C’è un disegno preciso che punta a ridurci come l’Ungheria di Orbán, o peggio la Romania di Ceausescu, dove anche la stampa libera è messa al bando: un percorso di eliminazione di qualunque dissenso che parte da Saviano e arriva alla magistratura. Morrone dovrebbe dimettersi, non è persona che può rappresentare le istituzioni perché mina a destabilizzarne la democrazia interna. Aspettiamo un intervento del presidente Conte e del ministro Bonafede: se esistono, lo devono dimostrare adesso, prendendo subito le distanze dalle parole gravissime del sottosegretario”.

Le fa eco Valeria Valente: “Il sottosegretario Morrone non è autore di una gaffe ma di un vero e proprio tentativo di epurazione. Il ministro Bonafede pretenda le sue dimissioni immediate. Il bello è che dovevano essere il governo del cambiamento, ed invece ripartono dal complotto delle toghe rosse”.

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