I sovranisti stavano scherzando: il dietrofront dopo aver danneggiato l’Italia

Focus

Il bilancio dello scontro con Bruxelles, inscenato solo per fini propagandistici, è drammaticamente fallimentare

Ricordate la scena tragicomica di tutto lo stato maggiore grillino affacciato urlante al balcone di Palazo Chigi, profanato per celebrare la “storica conquista” di aver portato il rapporto deficit/Pil al 2,4%? In realtà stavano scherzando perché oggi Di Maio, Salvini e Conte sostengono che “non hanno alcune intenzione di impiccarsi ai decimali”.

E’ il grande dietrofront di chi, per mesi, ha detto che non sarebbe arretrato di un millimetro e ha inscenato una assurda quanto dannosa guerra mediatica con l’Unione Europea, la cui uniche conseguenze sono state quelle di far perdere credibilità al Paese, di isolarlo nel contesto degli Stati membri e di far perdere un sacco di soldi ai risparmiatori italiani.

“Speriamo facciano sul serio, il loro braccio di ferro è costato al sistema Italia circa 300 miliardi”, fa notare Matteo Renzi. Ora “basta chiacchiere”, gli fa eco Graziano Delrio. E Nicola Zingaretti scrive sul suo blog: “Hanno sbagliato la manovra e ora sono costretti ad ammetterlo: sarebbe giusto chiedere scusa e dire la verità, ossia che il problema non e’ l’Europa ma la fragilità dell’operazione finanziaria che avevano messo in campo”.

Ora che gli zeri virgola sono improvvisamente diventati un dettaglio, lo spread ha cominciato a scendere e la borsa è tornata a respirare, a dimostrazione che “l’andamento dei mercati non ha nulla a che vedere con la manovra del governo” era solo uno dei tanti stanchi ritornelli ripetuti a vanvera dai pentaleghisti. I nemici dell’Italia in questi mesi non sono stati l’Europa, i giornali, l’opposizione e i mercati. Sono stati proprio loro e il rischio che continuino ad esserlo è molto grande.

La trattativa con l’Europa, che fino a qualche giorno fa sembrava impossibile ed oggi è auspicabile, sarà dura e lunga. Al di là dei decimali (che poi sono miliardi di Pil, ma per la propaganda giallo-verde in questo momento sono solo briciole), infatti, la manovra va cambiata nel merito. Non crea crescita – come fanno notare tutti gli istituti indipendenti -, riduce gli investimenti, non abbassa le tasse, non contrasta la povertà. Se il solo obiettivo rimarrà quello di approvare dei feticci di flat tax, reddito di cittadinanza e quota 100, cambieranno anche i decimali, ma non cambierà la sostanza di una legge di Bilancio fallimentare.

 

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