Quello che c’è da sapere sulle elezioni spagnole

Focus

Difficilmente qualcuno conquisterà la maggioranza assoluta. Sánchez in testa, ma il rompicapo alleanze post voto sarà difficile da risolvere

Per la terza volta in poco più di tre anni i cittadini spagnoli saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti parlamentari. Anche in questa occasione, domenica 28 aprile, difficilmente gli elettori stabiliranno un vincitore in grado di governare. I sondaggi parlano chiari.

Il sistema elettorale

La legge elettorale spagnole è vigente dal 1977, quando entrò in vigore la Costituzione spagnola che trasformò il regime franchista in una monarchia parlamentare. Per la camera bassa il sistema è un proporzionale corretto. Infatti si basa di 50 circoscrizioni dentro le quali c’è una proporzione di voti. Non c’è nessun calcolo nazionale. Il numero di rappresentanti che si eleggono in ogni circoscrizione è molto basso: varia da 1 (solo a Melilla e Ceuta), fino agli oltre 30 di Madrid e Barcellona. Un sistema che in passato ha garantito una certa governabilità, ma che con l’avanzare di nuove formazioni politiche, e il conseguente arretramento delle principali, ha prodotto uno stallo.

Sondaggi

I sondaggi, anche se fare previsioni sui seggi è difficile visto il sistema elettorale, mostrano che nessuno conquisterà 176 seggi che garantiscono la maggioranza assoluta. Avanti è il Psoe che gli ultimi sondaggi danno tra il 27,1% e il 31,5%. Segue il Pp tra il 16,7% e il 24,1%, poi Ciudadanos tra il 13,5% e il 16,4% e Podemos tra l’11,4% e il 14,4%. Preoccupa l’ascesa del partito di estrema destra Vox che potrebbe conquistare più del 10% dei voti. Nella partita poi ci sono tutti i partiti regionali, con le loro forze specifiche nei collegi.

Gli sfidanti

Sono quattro i principali sfidanti di queste elezioni. Pedro Sánchez leader del Psoe, che è stato premier l’ultimo scorcio della legislatura appena conclusasi anticipatamente. Poi c’è il nuovo leader del Pp Pablo Casado. In terza posizione il leader di Ciudadanos Albert Rivera e per Podemos Pablo Iglesias.

La campagna elettorale

La campagna elettorale si sta svolgendo in un clima teso. I quattro partiti principali non se le sono mandate a dire. Da una parte ci sono i partiti di centro/centro-destra che spaventati dalla crescita dell’ultra destra di Vox stanno rincorrendo posizioni estremiste. Dall’altra parte i leader di Psoe e Podemos cercano di conquistare più voti possibili tra gli elettori riformisti. Momento alto della campagna è stato il confronto a 5 (c’era anche la rappresentante di Vox) tra le vice. Cinque donne che nonostante i pensieri molto diversi hanno dato vita ad un ottimo dibattito portando avanti le idee, e senza scivolare in polemiche inutili.

In molti sperano che i due dibattiti di lunedì e martedì tra Sánchez, Casado, Rivera e Iglesias possa essere sullo stesso livello.

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