Raid xenofobo a Macerata, l’aggressore accusato di strage aggravata da razzismo

Focus

Spari da auto in corsa, panico nel centro della città. I feriti tutti di nazionalità straniera. L’uomo, prima di essere fermato, ha fatto il saluto romano

Strage aggravata dalle finalità di razzismo.  E’ questa l’accusa formulata dalla procura di Macerata per il ventottenne Luca Traini arrestato dai carabinieri per avere ferito a colpi di pistola sei stranieri nella città marchigiana. Al giovane sono stati contestati anche porto abusivo di armi ed altri reati. Ora si trova nel carcere di Montacuto, dove è stato trasferito nella notte, al termine di un lungo interrogatorio nel penitenziario di Ancona. Il carcere di Montacuto è lo stesso in cui si trova rinchiuso Innocent Oseghale, il nigeriano 29enne accusato dell’omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza romana il cui cadavere fatto a pezzi è stato trovato chiuso in due trolley. Sarebbe stato proprio quel brutale omicidio a scatenare la rabbia di Traini.

Il passato politic nella Lega

Luca Traini, l’uomo che a Macerata ha ammesso di aver sparato contro alcuni stranieri prima di essere fermato dalla polizia, era stato candidato alle elezioni amministrative del 2017 a Corridonia, nelle Marche, con la Lega Nord. In un manifesto elettorale, Traini appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra. Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma, anche il “controllo degli extracomunitari”. Traini alle elezioni aveva ottenuto zero preferenze, neppure la sua.

I fatti

Corridonia cittadina, situata nella valle del Chienti vicina al capoluogo, è la stessa dove opera la comunità di recupero Pars dalla quale era fuggita lunedì scorso 29 gennaio Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovata morta mercoledì 31 gennaio.

Traini, incensurato e legato ad ambienti di estrema destra, ha sparato dalla sua auto diversi colpi di pistola in almeno otto luoghi diversi della città di Macerata. Prendendo di mira soprattutto africani che si trovavano nelle vie del centro cittadino. Sei persone sono rimaste ferite e sono ricoverate negli ospedali della zona.

L’aggressore, che quando è stato bloccato dalle forze dell’ordine ha fatto il saluto fascista, aveva sparato seminando il panico in Corso Cairoli, davanti alla stazione ferroviaria, in via Velini, in via Spalato, a Piediripa di Macerata, a Casette Verdini, in via Pancalducci, e in Borgo San Giuliano. Qui, davanti al bar King ha esploso gli ultimi colpi prima di essere bloccato dalla polizia.


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