La vera storia dell’albero di Natale di Roma, meglio conosciuto come Spelacchio

M5S

Perché se il montaggio lo fa il Servizio Giardini e le luci le paga Acea il costo dell’albero di Natale è triplicato rispetto allo scorso anno?

Lo scorso anno Virginia Raggi aveva stupito tutti: nell’ottica del risparmio aveva offerto a Roma un albero triste e sguarnito. Era dovuta correre ai ripari, aggiungendo addobbi che “illuminassero” e facessero dimenticare le critiche piovute sul primo Natale a 5 Stelle. Ma ormai il danno era fatto e aveva mostrato agli italiani che cosa significasse essere romani oggi.

Si sperava che almeno quest’anno la lezione l’avessero imparata. E invece ci troviamo di fronte ad un nuovo albero: ancora triste, ancora spelacchiato e rassegnato (sia lui che noi). Da subito i social si sono sbizzarriti in battute e sfottò. Addirittura è nata una pagina Fb dedicata a Spelacchio, così è stato subito ribattezzato, “la prima ed unica pagina ufficiale dell’albero di Roma, meno fortunato degli altri”.

Questa volta Virginia Raggi non si è lasciata travolgere dagli eventi e ha subito postato mettendo le mani avanti e specificando che il suo alberello “è conforme ai più rigorosi standard ambientali e addobbato con semplicità e raffinatezza”. Non ci si può lamentare quindi, anche perché: “L’illuminazione è stata realizzata grazie alla sponsorizzazione di Acea. Mentre tutte le operazioni di montaggio e smontaggio sono espletate dal personale del Servizio Giardini”.

Eppure il costo di questo triste albero è triplicato rispetto allo scorso anno, come mai? Se lo sono chiesto i redattori di Roma fa schifo che in un lungo post hanno cercato di capire meglio come sono andate le cose. L’albero dello scorso anno era costato 15mila euro, quello di quest’anno costa 50mila euro (senza alcun contributo degli sponsor, caso più unico che raro). Perché se il montaggio lo fa il Servizio Giardini e le luci le paga Acea il costo è aumentato?

Partiamo dall’inizio. Il 13 novembre è stata pubblicato un bando pubblico per assegnare il trasporto e l’addobbo (lo trovi qui) ma, visto che il lavoro doveva essere portato a termine in meno di 20 giorni, il Comune stesso individuava la possibilità di fare una trattativa diretta. “Insomma- scrive Roma fa schifo – gara fake pubblicata appositamente in ritardo, che non è mai partita, e trattativa diretta che invece si è concretizzata subito e che ha generato la determina dirigenziale 949 (la trovi qui) grazie ad una generosa offerta della ditta: casualmente 39.900 euro laddove proprio a 40.000 sarebbe scattato l’obbligo di gara (ai famosi 50mila euro si arriva con IVA e oneri di sicurezza)”.

Ma c’è un’altra curiosità e riguarda l’assegnazione del lavoro: ” Ebbene sì, la ditta è la stessa dello scorso anno. Dopo la figuraccia internazionale, la società è stata ritenuta non responsabile di quanto accaduto e dunque meritevole di una conferma fuori gara. Con il triplo del costo per i cittadini.”

La società “vincitrice” della fake gara è la ECOFAST SISTEMA srl, non nuova a questo tipo di lavori, negli ultimi anni sono stati sempre loro a fare gli alberi di Roma. “La differenza – scrive anche il blog romano – è che prima che arrivasse Raggi, ECOFAST per lavorare per il Comune doveva vincere fior di gare e evidenze pubbliche con la partecipazione anche di altre aziende. Così è capitato nel 2014 e nel 2015 come gli atti nei link testimoniano. Insomma Raggi non solo ha confermato le ditte che lavoravano ai tempi di Marino (ma non è stata eletta per fare piazza pulita?), ma in più ha dato loro incarichi diretti senza farle passare da un regolare bando di gara”.
Ma c’è di più. Roma fa schifo spulciando “nella documentazione del Natale 2015” ha trovato “un completo computo metrico dei costi per l’allestimento dell’albero di Natale: la cifra è molto simile a quella di quest’anno, con una sostanziale differenza però. Quella cifra si riferiva ai due alberi comunali (Piazza Venezia e Colosseo) mentre quest’anno si parla di un solo albero. Significa che il costo per l’operazione risulta non solo il triplo rispetto al 2016, ma quanto meno il doppio rispetto al 2015 quando però era stato fatto un computo e una gara. Come mai?”.
Aspettiamo con ansia che la Sindaca ci “illumini” e nel caso necessario, che la Corte dei Conti indaghi.

 

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