L’Italia che reagisce: contestazioni, striscioni e selfie bombing. E Salvini perde la testa

Focus

Un Salvini sempre più nervoso non riesce a gestire la tensione in vista delle elezioni europee

Il vicepremier è sempre più nervoso. Forse è colpa dei sondaggi che lo danno in calo, forse la campagna elettorale permanente lo sta logorando, forse le contestazioni stanno diventando, semplicemente, troppe. Non c’è un posto dove il Ministro vada, in cui non venga ‘accolto’ da striscioni appesi ai balconi, cori e canti e poi gli immancabili selfie bombing che stanno caratterizzando sempre più una protesta civile, pacifica e creativa. Non sapendo come contrastare questo fenomeno spontaneo e non volendo rinunciare alla propaganda del ‘comandante tra il popolo’, Salvini sta perdendo la testa. Le sue reazioni e quelle del suo staff lo testimoniano ogni giorno.

L’ultima censura, soltanto in ordine di tempo, è toccata a Brembate, in provincia di Bergamo. Una signora aveva appeso alle finestre della sua casa uno striscione con scritto ‘Non sei il benvenuto’ ma i vigili del fuoco sono intervenuti per rimuoverlo. Una richiesta anomala che ha fatto indispettire gli stessi vigili che, in un comunicato diramato dalla Funzione Pubblica Cgil, hanno criticato: “Non si può consentire che si utilizzi una squadra dei Vigili del Fuoco, rimuovendola dal lavoro quotidiano, per costringerla a rimuovere uno striscione. Si opera un danno all’erario, perché i Vigili del fuoco non fanno ‘pubblica sicurezza’ ma operano per portare soccorso, e si colpisce un diritto inalienabile del cittadino, quello al legittimo dissenso”. Su quanto accaduto è intervenuto anche Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, che si chiede: “Chi ha dato loro l’ordine di intervenire? A che titolo?”.

Ovviamente il ministro Salvini si smarca e dice di non aver dato nessun ordine ma qualcuno dovrà prendersi le proprie responsabilità, anche perché casi di questo genere si verificano in continuazione.

Un altro esempio? Sui social impazza un video in cui Salvini, molto indispettito dalle contestazioni in piazza a Settimo Torinese, rimprovera gli agenti di sicurezza che a suo dire non sono riusciti a mantenere l’ordine. Che cosa era successo? Semplicemente un centinaio di ragazzi aveva osato contestarlo, manifestando contro le politiche nazionali e mostrando dei cartelli con la scritta “-1”, un voto in meno alle prossime elezioni. Sono rimasti in fondo alla piazza ma si sono fatti sentire e un’insegnante è stata addirittura aggredita, così come altri manifestanti.

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Evidentemente essere criticati è un’offesa troppo grande per il ministro, che non sopporta il dissenso, sopratutto se riguarda lui. Per gli altri la gogna mediatica è invece sempre attiva.

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