Stadio della Roma: 9 arresti per corruzione, Raggi cauta

Focus

Tra gli arrestati Adriano Palozzi di Forza Italia, l’imprenditore Luca Parnasi, il presidente di Acea Luca Lanzalone e il consigliere regionale Pd Michele Civita. Indagato il capogruppo M5s a Roma Paolo Ferrara

Sono nove gli arresti nell’ambito di un’indagine- Operazione Rinascimento – coordinata dalla Procura di Roma, su un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma. L’Anac ha fatto richiesta degli atti relativi all’inchiesta per valutare eventuali profili di sua competenza.

I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale capitolino hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal gip di Roma, nei confronti di nove persone, di cui sei in carcere e tre ai domiciliari. Tra gli arrestati anche imprenditori e politici. Per Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello stadio, e cinque suoi collaboratori (Luca Caporilli, Simone Contasta, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone) è scattata l’ordinanza di custodia in carcere, mentre agli arresti domiciliari, il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Adriano Palozzi di Forza Italia, il presidente di Acea Luca Lanzalone che ha seguito, in altra veste, il dossier sulla struttura, e il consigliere regionale del Lazio del Pd ed ex assessore all’Urbanistica Michele Civita.

Nell’ambito dell’inchiesta risultano anche 16 indagati. Tra questi c’è anche il capogruppo M5s in Campidoglio Paolo Ferrara che si è autosospeso. All’inizio del 2017 era stato uno dei partecipanti al tavolo della trattativa tra il Campidoglio e la società di Parnasi per modificare il masterplan della prima stesura del progetto, ottenendo una riduzione delle cubature. Oltre a Ferrara risultano indagati anche Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, e Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, l’avvocato Claudio Santini, già capo segreteria del Mibact, il funzionario comunale Daniele Leoni al quale sarebbero andati 1.500 euro a beneficio di una fondazione. Nel registro degli indagati compaiono anche i nomi di Daniele Piva, avvocato e candidato non eletto alla Camera per il M5S alle scorse elezioni politiche al quale viene contestata la materiale compilatura di una fattura per attività professionale mai eseguita da 16.032 euro, al fine di consentire alla società destinataria della fattura di evadere le imposte sui redditi; e l’assessore allo Sport del X municipio, quello di Ostia, Giampaolo Gola che, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, in qualità di pubblico ufficiale sfruttando le relazioni esistenti con il grillino Ferrara si era fatto promettere da Parnasi un impiego presso la società sportiva della Roma. Tra i reati contestati ci sono l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive, la corruzione, il traffico di influenze.

Dall’inchiesta emerge una forma di tangente costituita non da contanti ma da promesse di assunzioni o consulenze. Ad esempio a Civita il gruppo Parnasi aveva promesso l’assunzione del figlio in una delle società, a Palozzi sarebbe stata erogata una fattura per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro, Ferrara avrebbe ottenuto la promessa di un progetto per il restyling del lungomare di Ostia. A Lanzalone la Procura di Roma contesta di essere stato un “consulente di fatto” del Campidoglio per il dossier dello stadio ma di aver contemporaneamente ottenuto promesse di incarichi quantificabili approssimativamente in 100mila euro dalle società di Parnasi. L’avvocato avrebbe ricevuto anche la promessa di un aiuto per cercare una casa e un ufficio nella Capitale. “Dalle intercettazioni – ha spiegato il procuratore aggiunto Ielo – emerge il forte interesse di Parnasi a finanziare il mondo politico” ma non tutti i finanziamenti alla politica sono illeciti. Dall’indagine emergono infatti anche finanziamenti leciti, deliberati dalla società e regolarmente in bilancio, e finanziamenti da verificare.

“Il gruppo imprenditoriale riconducibile a Luca Parnasi ha fatto del metodo corruttivo verso esponenti istituzionali, appartenenti alla politica e alla burocrazia, un significativo asset d’impresa” si legge nell’ordinanza. “Le indagini – continua il documento – hanno consentito di cogliere un flusso costante di relazioni tra esponenti del gruppo e agenti pubblici che, in una sorta di crescendo rossiniano, muove da condotte inopportune, passa per condotte illegittime – nelle quali il principio d’imparzialità dell’azione amministrativa viene ridotto a brandelli – attraversa territori contrassegnati da relazioni precorruttive, sfocia in gravi fatti corruttivi”.

Virginia Raggi ha commentato brevemente: “Chi ha sbagliato pagherà. Noi siamo per la legalità”. E alla domanda su possibili dimissioni non ha risposto.

Ma c’è chi viene dal Movimento 5 stelle e conosce bene la situazione che vuole dire la sua, come la consigliera comunale Cristina Grancio, eletta con il M5S ora nel gruppo misto. “Non mi aspettavo tanto, ma non sono meravigliata – ha dichiarato – Attendiamo l’esito dell’inchiesta. In questo anno e mezzo ho sempre chiesto approfondimenti giuridici sulla vicenda Stadio della Roma. Alla sindaca avevo già tempo fa espresso tutte le mie perplessità. E anche al gruppo M5S. Per tutta risposta ho ricevuto la prima sospensione dal Movimento a giugno 2017. La sospensione fu poi ritirata per trasformarsi in espulsione dal gruppo consiliare lo scorso aprile dopo dissidi su un’altra vicenda urbanistica”.

 

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli