Le italiane prime

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La vittoria della quattro ragazze italiane, tutte di origine straniera, scatena i social: “La risposta a Pontida”. Renzi: “Vince l’Italia che non ha paura”

“Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle”.
Devono essere fischiate le orecchie, a Matteo Salvini, dopo che la vittoria delle ragazze italiane della staffetta 4×400 ai giochi del Mediterraneo è diventata, sui social e fuori, il simbolo di un’Italia multietnica, colorata e vincente.

La foto che ritrae le quattro velociste (Libania Genot, la più conosciuta, di origine cubana, Raphaela Lukudo, arrivata dal Sudan, Maria Benedicta Chigbolu e Ayomide Folorunso, entrambe di origine nigeriana) subito dopo la vittoria mentre sventolano la bandiera italiana sembrava fatta apposta per diventare un simbolo virale, e così è stato, con i social scatenati al grido di “sono loro la risposta italiana a Pontida”.

E in effetti, dopo le notizie che si sono moltiplicate in questi giorni di episodi a sfondo razzista, quell’immagine ha il sapore di una boccata di ossigeno, e in più ha il merito di spostare, in maniera positiva, l’attenzione da un’emergenza che non c’è, quella degli sbarchi, al vero tema che investe oggi la società italiana, e cioè quello di un’integrazione possibile. Un’integrazione che, come le quattro ragazze hanno dimostrato in maniera plastica, spesso è più avanti delle discussioni della politica, soprattutto di quella oggi al governo del Paese.

Sono state molte le reazioni alla vittoria delle quattro italiane. Per il Pd, il segretario reggente Maurizio Martina ha usato su twitter l’hashtag #leitalianeprime, mentre Matteo Renzi ha commentato: “Vince l’Italia che non ha paura”.

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