Unità, arriva Staino ma lo sciopero continua

Focus

I giornalisti de l’Unità in conferenza stampa denunciano: “Situazione allucinante, senza precedenti”

L’Unità arriva al suo settimo giorno consecutivo di sciopero e i giornalisti, con il Cdr in una conferenza stampa alla Camera, denunciano la situazione “allucinante e senza precedenti” che si protrae ormai da troppo tempo. Un “ricatto salariale e occupazionale”, come afferma Umberto De Giovannageli supportato poi dal segretario della Fnsi Raffaele Lorusso.

La richiesta, pressante, è che il ministro con delega all’editoria Luca Lotti intervenga per richiamare l’azienda al ripristino di normali relazioni industriali. Che si riapra, insomma, un tavolo di trattativa ma senza il ricatto del pagamento degli stipendi subordinato alle pressioni che gli stessi giornalisti dell’Unità dovrebbero fare sui colleghi che hanno vinto la causa con l’azienda affinché rinuncino ai pignoramenti decisi dal giudice.

La denuncia è molto ferma: «Mai avremmo pensato- dice De Giovannageli – che l’Unità potesse diventare il laboratorio del peggio per le relazioni sindacali». I redattori del giornale hanno apprezzato la posizione del direttore rientrante, Sergio Staino, e dell’ex direttore, Bucciantini, i quali si rifiutano di firmare la richiesta di licenziamenti collettivi avanzata dall’azienda; resta il fatto, però, che nonostante questo la proposta è ancora sul tavolo perché l’azienda non recede. Di qui la richiesta a Lotti di intervenire per tentare di ricondurre il tutto a posizioni più ragionevoli. Anche per evitare che quella dell’Unità diventi «una vicenda pilota», capace di costituire un precedente negativo per le vertenze a venire.

All’Unità arriva, nel frattempo, oltre alla solidarietà del sindacato (oggi oltre a Lorusso era presente il presidente della Fnsi Beppe Giulietti), anche quella di molti politici presenti oggi alla conferenza stampa: Gianni Cuperlo, Walter Verini, Marco Causi, Cesare Damiano, David Ermini, Alessia Morani, Sandra Zampa, Fabrizio Cicchitto, Renata Polverini.

Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera ed ex ministro del Lavoro, ritiene che sulla vicenda, «che può diventare emblematica, restino accesi i riflettori». Dal canto suo assicura la disponibilità a compiere «azioni parlamentari utili come un’interrogazione o una risoluzione in commissione per sollecitare il governo a un intervento per arrivare a un tavolo di confronto»

Domani la Fnsi sarà in piazza Montecitorio per chiedere al governo «il rispetto degli impegni presi»nel settore dell’editoria. Unità in primis.


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