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Sempre più attrattiva: ecco perché Starbucks ha scelto Milano

Mentre gli investitori esteri ritirano i propri capitali dall’Italia preoccupati dalle scelte del governo gialloverde, i grandi marchi internazionali guardano sempre più a Milano e investono milioni di euro.

Nel capoluogo lombardo trovano la città giusta, attrattiva, competitiva, capace di stare al passo con le grandi capitali europee ed estere. Siamo a Milano, la città che solo vent’anni fa non era quasi nei tracciati turistici del Belpaese, perché le si preferiva Roma, Firenze o Venezia. Oggi il raffronto è inclemente.

Perché mentre la città eterna, sommersa di problemi, sembra crogiolarsi sulle vestigia del passato, Milano ha cambiato fisionomia: è uscita dalle sue nebbie e ha saputo reinventarsi partendo da quello che aveva. Complice anche il successo di Expo, ha scalato le classifiche mondiali, guadagnando fama e reputazione. E anche bellezza, perché oggi i turisti non si vedono più solo all’ingresso del Duomo, del Cenacolo o del Pirellone, per citare tre esempi.

Oggi, cartina alla mano, si va a vedere piazza Gae Aulenti e la sede di Unicredit, il Bosco Verticale di Boeri, i grattacieli di Lebeskind e Zaha Hadid, o la Darsena, l’antico porto di Milano, punto di incontro tra il Naviglio Pavese e il Naviglio Grande. E’ tornato a splendere anche il Salotto di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele II, e nel giro di qualche mese partirà il progetto “Cantiere Centrale”, approvato per la stazione Centrale di Milano e le aree circostanti. E entro il 2022 la sfida evocativa di trasformare Milano in una città sull’acqua grazie al progetto impegnativo di riapertura dei navigli. Tutto merito di scelte lungimiranti, di un’alleanza strategica tra pubblico e privato nell’interesse della collettività, di tutti quei milanesi che oggi più che mai si sentono fieri di viverci, “a place to be”.

Non ci si stupisce allora della Apple, che in piazza Liberty ha aperto il suo Apple Store, uno dei più innovativi e tecnologici del mondo, più di New York, Sidney e Pechino. Se Starbucks ha scelto di ristrutturare il piano terra dell’ex Palazzo delle Poste in piazza Cordusio e se fra qualche mese sbarcherà anche il colosso giapponese Uniqlo. Tutti brand riconosciuti nel mondo, tutti investimenti milionari che hanno fruttato centinaia di posti di lavoro e migliaia di euro di indotto.

Se le imprese straniere scelgono Milano, lo fanno perché non la considerano più solo la capitale del design o della moda, grazie anche ai grandi eventi internazionali del Salone del Mobile e della Settimana della Moda. Oggi il capoluogo lombardo, secondo anche i dati dell’Osservatorio di Milano 2018, grazie al suo ruolo economico e produttivo, può guardare negli occhi città come Chicago, Monaco e Barcellona, ovvero poli economici a spiccata vocazione internazionale e senza un ruolo di capitale politica. La città è infatti tra le prime cinque aree urbane in Europa in ognuna delle vocazioni identificate come prioritarie a livello internazionale e a elevato potenziale di crescita: scienze della vita, agroalimentare, manifattura 4.0, arte, cultura, design e finanza. Senza dimenticare che, nella classifica delle università italiane, Milano è al top tra le statali e le private. Di più, il Politecnico e la Bocconi sono attrattive anche nei confronti di moltissimi studenti stranieri.

Al pari di quanto accade nelle più avanzate aree urbane, anche Milano si sta interrogando sul come far convivere lo sviluppo territoriale urbano e la sostenibilità ambientale. In questa direzione si sono implementati gli investimenti sulle infrastrutture tecnologiche, sulla smart mobility e sul teleriscaldamento, anche per far fronte al grave problema dell’inquinamento dell’aria. Purtroppo le condizioni meteoclimatiche con scarsa ventilazione e rimescolamento tipiche della Pianura padana influiscono sulla concentrazione degli inquinanti in atmosfera. E qui sta la vera e prossima sfida di Milano: riuscire a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, anche se il vero baricentro decisionale in materia rimane il livello regionale. In questo senso, la qualità della vita è sempre più centrale nella scelta degli investitori internazionali.

E l’arrivo dei nuovi brand internazionali non c’è dubbio: stimola a far sempre meglio!

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