La sfida decisiva della piena democratizzazione delle istituzioni europee

Focus

L’importanza di dar vita agli Stati Uniti d’Europa. Un tentativo, nell’agone planetario, di recuperare su scala europea spazi adeguati di democrazia

Giorni fa Claudio Martelli, già vicesegretario del Psi, ricordava in un articolo il proprio entusiasmo, nel 1982 (l’anno della Conferenza programmatica del Garofano rosso sull’alleanza riformista del merito e del bisogno), per le innovazioni tecnoscientifiche: da quelle della genetica e della biologia a quelle dell’elettronica.

Da lì la consapevolezza che la modernizzazione possa venir governata, non bloccata. Già; ma governata da chi, da quali soggetti?
In quel periodo lo Stato-nazione ancora riusciva a orientare certi processi, pur non mancando segnali significativi della nuova, possente ondata di globalizzazione che in pochi lustri avrebbe travolto gli argini, ponendo di fatto fine al Novecento. Infatti
alcuni anni dopo Nilde Iotti, indimenticata presidente della Camera, rilevava il deficit democratico che caratterizzava ormai, per l’appunto, le grandi democrazie: non solo le assemblee parlamentari perdevano la propria centralità, ma gran parte delle scelte sfuggiva anche al controllo dei governi.

Chi decide davvero? E che ne è del principio della rappresentanza? Vi era – e vi è – una sorta di espropriazione degli organismi democratici a opera di gruppi ristretti di persone riguardo alle decisioni più importanti dell’economia e di ciò che a essa si collega. Una sorta di oligarchia globale.

Da qui l’importanza di dar vita agli Stati Uniti d’Europa; la sfida decisiva della piena democratizzazione delle istituzioni europee. Un tentativo, nell’agone planetario, di recuperare su scala europea spazi adeguati di democrazia. Spazi sottratti alle pratiche della democrazia (e perciò alla partecipazione e al controllo dal basso) da parte di soggetti elitari, in rapporto proprio all’accelerazione convulsa dei mutamenti tecnologici, sociali, economici.

In fondo, se in precedenza la modernizzazione era stata alleata e complice della democratizzazione, la crisi (che non vuol dire dissoluzione, bensì profondo cambiamento di ruolo) dello Stato-nazione è alla base proprio di un deficit democratico riguardante soprattutto i fenomeni di modernizzazione; un deficit da colmare al più presto.

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