Storia di un precario a tempo indeterminato

Focus

Dopo il debutto al Salone del Libro di Torino, il terzo romanzo di Stefano Iannacone verrà presentato a Roma sabato 10 giugno, alle 18, presso la libreria Coreander

Un giornalista precario, una coppia conflittuale, una città misteriosa e un’anatra buonissima. Sono questi gli ingredienti, e uno lo è per davvero, del terzo romanzo di Stefano Iannaccone che è appena arrivato in libreria dopo aver fatto il suo debutto al Salone del Libro di Torino.

Si chiama “Storia di un amore all’anatra”  (Les Flaneurs Edizioni), ma non è un romanzo rosa, e nemmeno un libro di ricette “romantiche”. Anzi, di fiabesco e romantico c’è solo una Praga magica, dove i protagonisti di questa storia si inseguono, si incrociano e infine trovano il loro epilogo e il loro futuro. Tutto il resto viaggia su piani in movimento e imperscrutabili, inquietanti nella loro apparente innocenza e tanto simili alla modernità del nostro tempo. Quello costruito su innumerevoli incertezze e su rapporti sempre più fragili.

copertina-hd-copiaA portarvi a Praga è proprio il protagonista, Mattia. Anche lui non proprio un tipo da fiaba, travolto com’è dalla realtà metropolitana, fatta di crisi e nevrosi. E se lui non è il principe, lei, Veronica, non è di certo la principessa. Perché da eterna corteggiatrice, una volta diventata fidanzata, scappa. Scompare. Senza un motivo ragionevole.

Mattia si definisce un “precario a tempo indeterminato”. Lo fa riferendosi al suo lavoro, senza immaginare che quella definizione sarebbe andata a pennello anche per la sfera affettiva. Mattia viene bocciato dal suo amore più grande e non sa il perché. Fino a quando non deciderà di andare fino in fondo a questa storia.

Due sono gli incontri cruciali che farà Mattia nel suo viaggio. Uno è con l’enigmatico Alberto, terza figura chiave di tutta la vicenda. L’altro è con una pietanza prelibata che lo lascerà di stucco. Kachna, la ricetta di un’anatra arrosto che con i suoi sapori riesce ad alleviare i pensieri del protagonista. Di mettere in pausa quel baccano di tensioni e inquietudini che animano la ricerca, fino all’ultimo assaggio. Quello che prelude ad una rivelazione che rimetterà tutto in discussione.

Il libro di Stefano Iannaccone, come già nei precedenti Andrà tutto bene e Fuori tempo massimo, racconta una storia vicina alle vite dei trentenni eternamente giovani che la società moderna ha educato all’effimero. In una realtà dove tutto è passeggero, insicuro e incerto, anche l’amore si trasforma e muta in sembianze nuove. Irriconoscibili e fugaci.


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