Bologna, 39 anni dopo la strage alla Stazione

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Strage Stazione Bologna

Ci furono 85 morti e 200 feriti. Mattarella: “L’impegno profuso non è riuscito a eliminare le zone d’ombra che persistono sugli ideatori dell’attentato”.

Horst Mader a Bologna non aveva più messo piede da quel maledetto 2 agosto 1980. Il giorno della strage alla stazione di Bologna, 85 morti e 200 feriti. Lui era là quel giorno, in stazione. L’esplosione uccise sua moglie e due figli (Eckhardt di 14 anni e Kai di 8 anni), si salvò lui e con lui un terzo figlio.

Oggi Horst Mader è tornato, dopo trentanove anni nel capoluogo emiliano-romagnolo per la commemorazione del 39esimo anniversario della strage, e le sue parole, davanti al cippo che ricordano le vite spezzate, toccano e coinvolgono: “Non conta più solo la mia famiglia, – dice con gli occhi gonfi e la voce commossa – ma le famiglie delle 85 vittime innocenti che hanno perso la vita“.

Merola: la partecipazione ci dà forza per chiedere verità

Ogni anno aumenta la partecipazione alla cerimonia” e “questo dà a noi la forza per continuare a chiedere verità e giustizia. Ringrazio l’associazione delle vittime perché la ricerca della verità, insieme al lavoro della magistratura, deve molto a questa associazione e alla sua tenacia nel presentare ulteriori elementi che possano portare ad accertamento della verità“: sono le parole con le quali il sindaco di Bologna Virginio Merola è intervenuto in Consiglio comunale, poco prima che partisse la manifestazione pubblica di stamattina.

 Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage, oggi ha adoperato parole più ottimistiche, cosa che in altre cerimonie non era avvenuta: “Quest’anno possiamo nutrire delle speranze verso la verità. L’anno scorso, ci sono stati degli impegni presi dal Governo che si cominciano ad avviare, come la digitalizzazione degli atti e i fondi messi a disposizione dalla Cassa Ammende e Csm. Vedo qui, in sala, David Ermini, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, e non posso che ricordare il grande impegno per la legge sul depistaggio che ora non è più un vocabolo ma un reato”.

Nel suo messaggio, il  presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea come “Le istituzioni, grazie all’opera meritoria dei suoi uomini, sono riuscite a definire una verità giudiziaria, giungendo alla condanna degli esecutori e portando alla luce la matrice neofascista dei terroristi“.

Secondo Mattarella, però, “L’impegno profuso non è riuscito, tuttavia, a eliminare le zone d’ombra che persistono sugli ideatori dell’attentato. È una verità che dovrà essere interamente conquistata, per rendere completa l’affermazione della giustizia“.

La manifestazione per ricordare la strage

Per la prima volta ad aprire il corteo – partito dalla sede del Comune verso la stazione centrale – è stato l’autobus numero 37, uno dei simboli della strage: fu utilizzato, infatti, per trasportare i cadaveri in obitorio.

Nel piazzale della Stazione si sono svolti i discorsi ufficiali ed è stato osservato il minuto di silenzio per ricordare le vittime (la più giovane di 3 anni è stata Angela Fresu, la più anziana, di 86 anni, Antonio Montanari).

Alle 21.15, in piazza Maggiore, si terrà la 25esima edizione del Concorso Internazionale di Composizione 2 agosto, dedicato a partiture per orchestra e musica elettronica; sul palco l’Orchestra del Teatro comunale di Bologna, diretta dal maestro Yoichi Sugiyama.

 

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