Greta non è più sola. Tantissimi studenti in piazza contro il riscaldamento globale

Focus

Non c’è più tempo, bisogna agire adesso: manifesta l’italia migliore

Una giornata storica, una marea verde ha imposto a tutti di guardare in faccia il problema e, sopratutto, di mobilitarsi per risolverlo. Non c’è più tempo da perdere, hanno urlato gli studenti in tutto il mondo aderendo in massa al “climate strike”, lo sciopero planetario di protesta contro i cambiamenti climatici.
Dall’India alla Corea del Sud, dall’Australia alla Francia, dalla Germania all’Italia, in tutti i quattro angoli del pianeta, centinaia di migliaia di studenti hanno saltato un giorno di scuola e hanno marciato per le vie e per le piazze di 1.700 fra città e cittadine protestando contro l’immobilismo dei loro governanti nella lotta al riscaldamento climatico. E si apprestano a fare altrettanto anche gli studenti delle Americhe.

Partita dalla Nuova Zelanda, l’iniziativa interessa circa 100 Paesi, tutti contagiati dall’ormai famosissima Greta Thumberg, che da mesi, a cadenza settimanale, protesta davanti al Parlamento svedese e che è riuscita a farsi dare la parola nei principali consessi internazionali, dalla Cop21 al Forum di Davos.

La sua battaglia sembrava solitaria ma oggi Greta non è più sola. Il suo nome è risuonato negli slogan – “Con Greta Salviamo il Pianeta” e negli striscioni – “Make the Planet Greta Again”. C’è anche chi si è messo le ‘sue treccine’ per omaggiarla.
“Il movimento era già lì, io ho solo mostrato come potessimo far sentire la nostra voce” ha detto orgogliosa da Stoccolma. “Non stanno scalfendo neanche la superficie del problema, non so quello che stanno facendo, stanno sprecando tempo – ha detto riferendosi ai grandi del mondo- l’inizio sarebbe iniziare a dire le cose come stanno e quello che deve essere fatto, quanto le emissioni devono essere ridotte”.

 

E in Italia?

 Anche l’Italia si è messa in gioco. Solo nel nostro Paese erano state programmate decine di eventi con manifestazioni in tutte le principali città: cortei e sit-in da Milano a Roma, da Padova a Bari, da Torino a Bologna. In migliaia uniti da una sola preoccupazione: invertire la rotta sul clima.E se alcuni ministri hanno espresso delle riserve per la perdita di un giorno di scuola, come il nostro ministro Bussetti o i titolari dei dicasteri dell’Education in Australia e nel Regno Unito, altri hanno incoraggiato gli studenti a scendere in piazza. “Cari studenti che scioperate per il clima, noi siamo d’accordo. Una azione collettiva di questo genere può fare una profonda differenza”, ha commentato il ministro dell’Ambiente britannico Michael Gove, citato dalla Bbc. Una raccomandazione raccolta anche dal nostro Premier Conte che sui social ha scritto: “Il climate change è la sfida cruciale per la salvaguardia del futuro del nostro pianeta”. Dichiarazioni che cozzano con le parole di Salvini che invece ci ha tenuto a dire che aveva di meglio da fare (e cioè andare al contestatissimo Congresso sulla famiglia organizzato a Verona, in cui i relatori si sono distinti per dichiarazioni omofobe e razziste senza precedenti).

D’altra parte l’idea del titolare del Viminale sul riscaldamento globale è nota, nonostante sostenga di essere “molto sensibile al tema”. Come non ricordare infatti il voto di due anni fa a Strasburgo quando l’Europarlamento diede il consenso alla ratifica dell’accordo di Parigi con 610 voti a favore e 38 contrari, di cui 5 leghisti. Uno di loro era proprio Salvini (peraltro assieme a un altro ministro dell’attuale governo italiano, Lorenzo Fontana).

Aspettiamo con ansia che Conte dia un segnale concreto con il suo esecutivo e che le sue non rimangano parole vacue.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli