Sulla cannabis Salvini fa solo danni. Si occupi delle mafie che spacciano eroina

Focus

In un mercato dominato in maniera esclusiva dalla criminalità organizzata e dalla mafia il Ministro dell’Interno se la prende con i negozi che vendono una sostanza legale

Secondo una indagine Eurispes, ogni settimana in Italia, la ‘ndrangheta guadagna dai trecento ai trecentocinquanta milioni grazie al traffico di droga. Secondo i dati Istat le mafie, ‘ndrangheta, mafia, camorra, sacra corona unita, ogni anno in Italia guadagno circa sedici miliardi di euro sempre e solo con il traffico di droga.

Una vergogna.

La maggior parte sono guadagni derivanti da eroina, cocaina e sostanze sintetiche. L’uso dell’eroina da parte dei ragazzi nel nostro paese è sceso a quattordici anni. A volte già a tredici fanno la prima fumata di crack. La mafia ha organizzato in questi anni una vera e propria svendita dell’eroina, facendola costare 2 euro a dose, e creando così un esercito di consumatori fedeli.

Ieri Matteo Salvini al Viminale ha presentato, in una conferenza stampa insieme al Ministro Fontana, la sua nuova guerra contro la droga. Sapete quante volte nel suo intervento e in quello di Lorenzo Fontana è stata nominata la parola “eroina”, “cocaina” “mafia” o “narcotraffico”. Neanche una volta.

Il problema per il Ministro dell’interno è la cosiddetta Cannabis Light. Cioè le infiorescenze di cannabis agricola o industriale che hanno una concentrazione di THC inferiore allo 0,5%, individuato dal Ministero della Salute come soglia che non ha effetti come stupefacente. Come riportato ieri dall’AGI, tre ricercatori italiani hanno fatto uno studio sull’impatto dei cannabis shop sul mercato delle sostanze illegali: Vincenzo Carrieri e Francesco Principe, del dipartimenti di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Salerno, e il collega Leonardo Madio, dell’Università di York, hanno incrociato i dati forniti dalla polizia sui sequestri di derivati illegali della cannabis su base provinciale con quelli sulla presenza di grow shop e negozi che vendono cannabis light a partire dal dicembre 2016, quando è entrata in vigore la legge che ha consentito la vendita di infiorescenze con una percentuale di Thc tra lo 0,2% e lo 0,6%, al marzo 2018.

“Abbiamo scoperto che la legalizzazione della cannabis light ha portato a una riduzione tra l’11% e il 12% dei sequestri di marijuana illegale per ogni punto vendita presente in ogni provincia e a una riduzione dell’8% della disponibilità di hashish”, si legge nello studio, “i calcoli su tutte e 106 le province prese in esame suggeriscono che i ricavi perduti dalle organizzazioni criminali ammontino a circa 200 milioni di euro all’anno”.

I negozi di cannabis light sono quindi un presidio e tolgono un pezzetto di mercato alle mafie, oltre a dare lavoro a migliaia di persone, spesso giovani o giovanissime. In un mercato dominato in maniera esclusiva dalla criminalità organizzata e dalla mafia il Ministro dell’Interno se la prende con i negozi che vendono una sostanza legale.

Ecco perché Matteo Salvini è il Ministro dell’Interno più scarso della storia della Repubblica. Perché non solo non è mai presente, ma quando è presente fa danni molto ma molto importanti.

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