Sulla giustizia M5s e Lega sono uguali, il caso Siri lo insegna

Focus

I Cinque stelle, forcaioli a giorni alterni, con tutti tranne che con i propri esponenti; i leghisti deboli con i forti e forti con i deboli

Il caso Siri dimostra ancora una volta che Lega e Cinque Stelle usano la giustizia, in modo particolare la giustizia penale, come uno strumento per fare propaganda e consenso e nulla più. Il botta e risposta tra Di Maio e Salvini, andato avanti per giorni, con il primo che chiedeva le dimissioni del sottosegretario leghista e il secondo che si metteva di traverso, è stato solo uno spettacolo finalizzato alla campagna elettorale per le europee. Per ora, infatti, l’esponente del Carroccio rimane al suo posto nel governo, seppure senza deleghe. La novità sta nella dichiarazione di Di Maio il quale, con grande candore, ha detto che un movimento nato e cresciuto sul mito dell’onestà oggi che è al Governo è tenuto, a prescindere dai fatti, a dare ascolto e risposte solo alla percezione e alle pulsioni dell’opinione pubblica.

La vicenda processuale del sottosegretario Siri sarà dunque giustamente, e per fortuna, valutata da una magistratura indipendente e autonoma, ma ciò che emerge è il profilo di un Governo totalmente inadeguato, che fa della giustizia un’arma per lucrare seguito e plauso, a dispetto di tutti i più elementari e fondamentali diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
In questo non c’è nessuna differenza tra M5s e Lega. Anzi, le posizioni sulla giustizia, nel merito delle questioni, appaiono a ben vedere il collante più forte tra i due contraenti: i Cinque stelle, forcaioli a giorni alterni, con tutti tranne che con i propri esponenti; i leghisti deboli con i forti e forti con i deboli, in grado di pretendere pene esemplari per chi mina il decoro di una città e al contempo garantismo assoluto, senza attenuanti, per un sottosegretario accusato di corruzione, in un’indagine in cui sembra coinvolta anche la mafia.

Del resto, basta guardare a come votano M5s e Carroccio in Parlamento, per capire che sulla giustizia l’accordo tra Salvini e Di Maio è molto più forte delle polemiche quotidiane. Hanno votato insieme la legittima difesa, lo stop della prescrizione, lo spazza-corrotti. Hanno cestinato una riforma dell’ordinamento penitenziario che dopo decenni potenziava le misure alternative al carcere. Anche sulla violenza di genere e sul diritto di famiglia, due questioni sulle quali con questo governo rischiamo un arretramento catastrofico, le divergenze tra le due forze politiche di maggioranza sembrano più mediatiche che altro. Vanno d’amore e d’accordo, e non per il ricatto di un alleato di governo sull’altro, come poteva sembrare con il voto sul caso Diciotti e l’autorizzazione a procedere contro Salvini (che alla fine, al di là delle chiacchiere e a prescindere dal merito, i Cinque stelle hanno negato al pari della Lega).

Quando si incontrano un giustizialismo moralista e un populismo repressivo, il risultato è quello che da mesi abbiamo sotto gli occhi: un mix di parole d’ordine che invocano sicurezza e certezza della pena, e provvedimenti dannosi che produrranno soltanto più emarginazione e più insicurezza, a dispetto di tutte le più elementari garanzie riconosciute da sempre nella nostra cultura giuridica.

Per questo, come Pd non potremo mai aprire un dialogo con chi, senza nessuna remora, usa la legalità in questo modo. Per noi, per una forza riformista e di sinistra, la strada non può che essere un’altra: costruire una proposta politica fortemente alternativa e al contempo solida, chiara e leggibile anche in tema di giustizia, che mantenendo sempre massimo rigore e fermezza su quello che per noi significano legalità, rispetto delle regole e etica della buona politica, difenda dall’attacco populista principi come la presunzione di innocenza, il giusto processo, la libertà personale e la funzione rieducativa della pena. Su questo terreno misureremo la nostra capacità di rimetterci pienamente in gioco, arginare una deriva pericolosa e deleteria e tornare nel giusto tempo al governo del Paese.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli