Sulle nomine Ue il governo Conte esce sconfitto su tutta la linea

Focus

Il nostro Paese, purtroppo, è stato letteralmente estromesso dalle decisioni politiche della nuova Ue

Le vicende di queste ore legate alle nomine europee sono di grande interesse politico. Il Governo giallo-verde è stato messo all’angolo in Consiglio europeo, mentre il gruppo Socialista e Democratico ha conseguito un successo straordinario eleggendo David Sassoli come Presidente del Parlamento europeo.

Partirei senza dubbio dai complimenti a Ursula Von Der Leyen per la proposta alla presidenza Commissione, a Christine Lagarde per la presidenza della Bce, a Charles Michel per la nomina a presidente del Consiglio europeo e a Joseph Borrell per la designazione come Alto rappresentante per la politica estera. Si tratta di personalità di alto spessore politico.

Il Governo italiano esce, però, sconfitto su tutta la linea.

Ricordiamo che il nostro Esecutivo si è opposto nei giorni scorsi all’assegnazione della presidenza della Commissione al socialista Timmermans che poteva sostenere al meglio le ragioni dell’Italia per una discontinuità e una maggiore flessibilità sui conti pubblici, per una gestione davvero solidale del fenomeno migratorio, così come per un rinnovato impegno sugli investimenti e sulle battaglie per i diritti ad esempio nel campo del lavoro.

Salvini si è sostituito nei fatti a Conte indicando una strada contraria a questa soluzione, seguendo la scia dei Paesi del gruppo di Visegrad. Il Ministro dell’Interno ha dichiarato a gran voce, con i consueti toni da campagna elettorale continua, che si sarebbe opposto ad una presunta “spartizione tra Berlino e Parigi” per cui non avrebbe fornito “nessun appoggio a ipotesi Commissione a tedeschi e BCE a Francia”.

Ebbene, giusto per la cronaca, è bene ribadire e chiarire con forza che si è verificato l’esatto contrario. Abbiamo acconsentito alla chiusura di un accordo franco-tedesco sui vertici della Commissione e della BCE, dando dimostrazione plastica dell’emarginazione sostanziale del nostro Paese nella decisione finale sull’accordo complessivo.

Ma non solo. Abbiamo ceduto ad una personalità politica, penso in particolare al Ministro della Difesa tedesco, Ursula Von Der Leyen, che è espressione di sensibilità assolutamente rigoriste sui temi economici e sociali e che ha addirittura bloccato sine die, nei mesi scorsi, la partecipazione della Germania alla missione europea Sophia in contestazione con l’Esecutivo Conte. Insomma, un Falco alla guida della Commissione europea. Ecco il grande successo del ruolo svolto dal Governo italiano sui tavoli di Bruxelles.

Non avremo alcuna discontinuità politica, dunque, al contrario di quello che continua a rivendicare Salvini per tentare di coprire il proprio fallimento e l’incredibile autogoal provocato in Europa. È un’ottima notizia invece per il nostro Paese l’elezione di David Sassoli a Presidente del Parlamento europeo.

Una personalità italiana di elevato profilo, che premia il lavoro e la credibilità del gruppo progressista europeo. Il tutto mentre il Governo viene sconfitto ed isolato in Consiglio sulle nomine ai vertici delle altre istituzioni europee.

Anche in questa circostanza, appare assurda e incomprensibile tuttavia la posizione contraria agli interessi nazionali che Lega e M5S hanno continuato a sostenere in Parlamento europeo non votando Sassoli.  Ma ormai ci siamo abituati. Lo slogan prima gli italiani è diventato una clamorosa fake news. Congratulazioni e auguri di cuore di buon lavoro al neo Presidente.

Rilanciamo insieme il sogno europeo!

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