Salvini, salto mortale con avvitamento? Zingaretti: “Ginepraio di parole”

Focus

Il capo leghista tenterebbe il tutto per tutto: Di Maio premier, Conte commissario europeo, lui vice premier unico, Giorgetti, Buffagni e Molteni ministri

Il salto mortale con doppio avvitamento all’indietro di Matteo Salvini sta dominando il sonnacchioso venerdì 16 agosto e scatenando la politica alla ricerca di conferme sulle voci che circolano: il capo leghista rendendosi conto della disfatta, starebbe meditando un rinculo lavorando a un super-inciucio: il leader grillino Di Maio andrebbe a sedere sulla poltrona di presidente del Consiglio, al posto di Conte; l’attuale premier Giuseppe Conte finirebbe commissario alla CommissioneEuropea, mentre Salvini rimarrebbe unico vice premier.

Voci insistenti, nulla di confermato. Certo sarebbe una follia dentro una crisi già folle di suo: finirebbe tutto a tarallucci e vino, avrebbero giocato con le istituzioni per un valzer di poltrone.

Il super-inciucio che porterebbe Di Maio a palazzo Chigi è però smentito seccamente dal M5S: “Quanto riportato da alcuni organi di stampa è totalmente falso. Non solo, nessuno dei quotidiani ha contattato fonti ufficiali del Movimento 5 stelle con l’intento di verificare questa clamorosa fake news. Sono cascati nel giochino di qualcuno, ma siamo abituati ormai. Non ci interessano poltrone, non ci interessano giochi di palazzo”.

Il “piano” dell’astuto Salvini prevederebbe, a quanto si dice, un sostanzioso rimpasto tutto a favore della Lega. Con Giancarlo Giorgetti all’Economia al posto del mai amato Giovanni Tria, poi Stefano Buffagni – il “Giorgetti grillino” – al posto dello sventurato Toninelli, magari Nicola Molteni al posto della Trenta alla Difesa. Quasi un monocolore leghista ma con il capo di M5S al posto di Conte, lautamente ricompensato con l’incarico di Commissario europeo.

La reazione di Zingaretti

Su Facebook Nicola Zingaretti non mostra entusiasmo per tutte queste chiacchiere.

“Vedremo, dopo questo fastidioso ginepraio di parole senza contenuti e senza valori, cosa accadrà martedì nel dibattito aperto dal Presidente Conte. Diciamo no a qualsiasi ipotesi di Governo pasticciato e di corto respiro”.

Il segretario del Pd spiega: “Solo nello sviluppo dell’eventuale
crisi di Governo sotto la guida autorevole del Presidente Mattarella si potranno verificare, se esistono, le condizioni numeriche e politiche di un Governo diverso con una larga base parlamentare che nasca, non a tutti i costi per la paura delle urne, che non abbiamo, ma dalla reale possibilità di trasformare l’Italia, cambiare e rifondare l’Europa e ricostruire una speranza”.

“Continuo a pensare – aggiunge Zingaretti – che aprire dibattiti su Governi futuri prima che quello in carica cada sia un errore. Nasconde il dato politico di fondo: l’esperienza del governo populista è fallita. Il Pd è pronto per andare alle elezioni e proporre un’idea diversa rispetto al Paese dell’odio e in questo senso si sta organizzando”.

L’idea di Delrio

Per mettere un piedi un governo M5s-Lega si deve fare “un contratto scritto alla tedesca come tra Spd e Cdu, convocando le menti migliori per dare una impronta completamente diversa“: la proposta è del presidente dei deputato Pd, Graziano Delrio, che l’ha illustrata questa mattina nella trasmissione Circo Massimo, su Radio Capital.

Fa piacere che Conte – ha sottolineato Delrio – abbia preso atto” degli errori fatti sui migranti, come si legge nella lettera inviata a Salvini. “Il problema oggi è il lavoro: occorre abbassare il cuneo fiscale per i lavoratori, il salario minimo, la legge sulla rappresentanza. Abbassare il costo del lavoro è una priorità assoluta per le nostre imprese che stanno perdendo competitività“.

Secondo Delrio con il Movimento 5 stelle bisogna “chiarire i punti di convergenza che sono stati offuscati“, ad esempio rilanciando “l’economia green con una svolta ambientale“.

Per parlare di potenziale accordo – puntualizza l’esponente dem – bisogna essere molto seri senza fare sconti, se non c’è un’idea comune di sviluppo del paese non si riesce a governare. Mettersi a sedere e parlare con il M5s non significa che l’esito sia scontato“.

Riguardo al leader leghista, l’opinione di Delrio è che “se Salvini ci ripensa farà un suicidio politico“. “Sta capendo semplicemente – ha sottolineato – di aver sbagliato le mosse, ma tornare indietro adesso dopo tutto quello che ha detto e fatto vorrebbe dire perdere la residua credibilità con gli elettori, non lo farà, lui è un politico abilissimo“.

 

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