Svezia senza maggioranza. L’estrema destra avanza ma non sfonda

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I partiti tradizionali e moderati si confermano alle elezioni per il rinnovo del Parlamento, ma perdono voti mentre avanza il partito di estrema destra degli Svedesi Democratici

In Svezia i partiti tradizionali e moderati si confermano alle elezioni per il rinnovo della Riksdag, il Parlamento, ma perdono voti mentre avanzano gli Svedesi Democratici, di estrema destra.

Lo storico partito dei socialdemocratici, che ha sempre vinto le elezioni dal 1947 a oggi, resta primo partito ma è ai minimi storici con il 28,3%. Il blocco di sinistra ha ottenuto il 40,6% dei voti contro il 40,3% della coalizione di opposizione di centrodestra, noto come Alleanza. I Moderati si attestano al 19,7%, come seconda forza. Ma è il partito anti-immigrati a fare il vero balzo: Svedesi Democratici ha raggiunto il 17,7%, mentre alle precedenti elezioni, nel 2014, era al 12,9%.

Tradotto in seggi, la coalizione di sinistra, che riunisce il Partito socialdemocratico al governo, il Partito dei Verdi e della Sinistra, avrebbe 144 dei 349 seggi in Parlamento, due in più rispetto alla coalizione di opposizione di centrodestra.

C’è incertezza ora sulla formazione dell’esecutivo, il successo del partito anti Ue rende difficile a chiunque governare. “Una cosa è certa, nessuno ha una maggioranza, quindi è naturale iniziare una collaborazione tra i partiti”, ha detto il leader dei socialdemocratici, che vuole guidare il paese fino alla formazione di un nuovo governo.

Il leader del centrodestra svedese Ulf Kristersson ha detto ai suoi sostenitori che si attende un mandato per formare un nuovo governo e che il primo ministro uscente Stefan Lofven dovrebbe dimettersi. Kristersson si è quindi fatto avanti per guidare un governo di minoranza di centro destra. L’alleanza di opposizione in parlamento – ha detto – “è chiaramente la più ampia e il governo deve andarsene”. Prima delle elezioni, però, entrambi i maggiori blocchi in parlamento, quello socialdemocratico e quello di centrodestra, avevano detto di non avrebbero stretto alleanze con la destra anti-immigrati.

In questa situazione di caos, il partito sovranista Svedesi Democratici può rappresentare l’ago della bilancia in Parlamento e il leader Jimme Akesson apre al confronto con gli altri partiti: “Chiunque capisca che può parlare con me, capirà anche che questo è il modo più semplice per formare un governo per i prossimi 4 anni”.

Lofven – che al momento è al governo con una coalizione di minoranza – ha detto che non intende dimettersi e invita al dialogo il centrodestra per formare un “governo forte” in grado di arginare gli estremismi. “Sta ora ai partiti politici cooperare responsabilmente e creare un governo forte. Un partito con radici naziste non potrà mai offrire nulla di responsabile. Gli Svedesi Democratici non offrono e non offriranno mai niente che possa aiutare la società. Faranno solo aumentare le divisioni e l’odio”.

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