Taglio delle pensioni, Zingaretti a Di Maio-Salvini: “Vergognatevi”

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Da queste sforbiciate sono previsti 45 milioni di surplus per le casse dello Stato

“Il Governo ha appena tagliato le pensioni a 6 milioni di persone. Stiamo parlando di pensioni a partire da 1500 euro lordi al mese. Salvini e Di Maio, vergognatevi!” Lo dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti riferendosi al doppio taglio che i pensionati  subiranno. Il prossimo mese scatterà infatti il conguaglio la sforbiciata relativa alla rivalutazione annuale delle pensioni per il 2019, previsto dall’ultima legge di Bilancio per i trattamenti sopra tre volte il minimo (1.522 euro al mese) e applicato da aprile. Una misura che riguarda circa 5,6 milioni di persone. Il secondo provvedimento confermato, sempre da giugno, è invece il via al taglio sulle cosiddette pensioni d’oro, anch’esso previsto dalla legge di Bilancio, per i trattamenti pensionistici superiori a 100mila euro annui.

A comunicare l’imminente taglio è stato l’istituto di previdenza sociale con il messaggio 1926/2019. Di fatto su almeno cinque aliquote marginali, eccedenti la quota dei 100mila euro, il taglio sarà da un minimo del 15 per cento ad un massimo del 40 per cento. Il taglio avrà durata quinquennale e riguarderà 24mila pensionati.

Da queste sforbiciate, come ricorda ilSole24Ore, sono previsti 45 milioni di surplus per le casse dello Stato. Nel dettaglio la sforbiciata sarà articolato in questo modo: il taglio sarà del 15% per la quota di assegni tra 100.000 e 130 mila euro fino ad arrivare al 40% per la quota oltre 500 mila euro. I tagli saranno del 30% per la quota di importo da 200.000 a 350.000 euro; del 35% per la quota di importo da 350.000 a 500.000 euro; del 40% per la quota di importo eccedente i 500.000 euro. Secondo una simulazione de Il Sole su una pensione da 120mila euro lordi annuali il taglio per un anno ammonterebbe a 1.710 euro al netto dell’Irpef. Si tratta di una riduzione netta che partirà già con meno 131,5 euro sul cedolino di giugno. In termini percentuali le riduzioni potrebbero ammontare all’1,36 per cento per la fascia che va da 100mila euro e toccherà il 24 per cento per tutti i pensionati che sfondano la soglia dei 500mila euro lordi.

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