Questi talk sempre uguali. Tranne Barbara… Parla Stefano Balassone

Focus

“La Rai a tutto sta pensando tranne che ai programmi, sono impegnati a strapparsi le direzioni l’uno contro l’altro”

Siamo alle prime battute della nuova stagione televisiva, vero, e però sembra proprio difficile scorgere qualcosa di nuovo nell’informazione politica, nei talk show. I format sono sempre quelli, le facce degli ospiti pure – più gialloverdi magari, ma più o meno siamo lì – i conduttori non cambiano. C’è parecchio déjà vu in tv mentre tutto cambia intorno a noi.

“Per quanto riguarda la Rai la cosa non mi sorprende affatto – ci dice Stefano Balassone, storico dirigente della mitica Rai3 di Guglielmi e acutissimo osservatore delle cose televisive – per la banale circostanza che in questi mesi la Rai a tutto pensa tranne che ai programmi: dal 4 marzo è in uno stato di sospensione del pensiero”. Su viale Mazzini il discorso potrebbe finire qui, con una piccola (e da noi sollecitata) notazione su Cartabianca di Bianca Berlinguer che utilizza più Mauro Corona che i politici. “E’ una scelta trash, Corona è un Mughini di montagna… ma gli ascolti forse le danno ragione”. La fotografia di Balassone è comunque abbastanza impietosa: “Mi pare che RaiTre sia abbastanza accudita con occhio amorevole ma l’impostazione è identica a quella dell’anno scorso; RaiDue resta un po’ anodina com’è nella sua natura; e RaiUno è ormai un contenitore di fiction più che una rete: io non mi sognerei mai di tornare a casa per non perdermi qualcosa di RaiUno…”. Proprio in questi giorni in Rai si assiste a tutto tranne che ad una progettazione sui programmi e sulle identità delle sue reti: “Sì, stanno pensando solo a come strapparsi le direzioni fra di loro”, commenta Balassone.

Sistemata la Rai, parliamo dunque degli altri. La 7 e Mediaset. In competizione fra loro. “I contenitori de La7 confermano la loro presa, tutti, compreso Propaganda live di Zoro che è ulteriormente migliorata con il suo radicalismo non effimero. Diciamo che La7 ha messo la testa fuori dalle onde”. Ha visto la prima puntata di Floris? “Lui è molto bravo a fare le domande e a tenere la trasmissione in mano, e la struttura di Di Martedì è molto astuta, Cairo sarà contento… Però confesso che al primo scroscio di applausi ho cambiato canale: sono applausi intervallati da voci. Troppo. Così chi è interessato ad un approfondimento politico-culturale tutto deve fare tranne  che guardarlo”.

La novità vera – diciamo l’unica – viene da Mediaset. Dalla nuova Retequattro: “Una novità a lungo annunciata”. D’altra parte la scommessa è seria, una sfida diretta a La7, nel tentativo – ci pare – non tanto di recuperare pubblico quanto di riposizionarsi nel sistema generale con una nuova immagine. “Le voglio raccontare – ci dice Balassone – che quando Guglielmi e io fummo cacciati da Rai 3, era il ’95, l’allora Fininvest ci contattò per vedere se era possibile un ‘trapianto’ da loro. E sa dove? A Retequattro, che aveva già una vocazione a essere più innovativa, di opinione”.

Le prime battute della nuova avventura diretta da Gerardo Greco sembrano andare abbastanza bene, a giudicare dagli ascolti. Una sensazione di novità c’è. “Ho visto che è ben allestita la trasmissione di Nicola Porro, anche nella scelta delle scenografie, delle luci, si punta ad un’informazione colloquiale più che sensazionale. Ma la novità è Barbara Palombelli. Per me è molto molto brava. Giornalisticamente, intanto: è una attenta alle risposte dell’intervistato. Non tutti sono così”.

Si è parlato della grande sfida fra due “tigri” della tv, Palombelli e Lilli Gruber. “Io direi che non si tratta di una vera e propria sfida, nel senso che si tratta di due pubblici diversi che non si sovrappongono. Quello di Otto e mezzo  della Gruber è di maggiore livello culturale, è il pubblico di La7, ha certe aspettative da un programma d’informazione. A Stasera Italia la Palombelli è brava perché si tiene il pubblico di Retequattro portandolo su un livello più alto. Loro due hanno occupato il prime time informativo con due pubblici differenti ma mentre la Gruber ha degli spettatori più fidelizzati, i dati della Palombelli dicono che c’è meno permanenza ma più contatti”.

Promosse dunque La7 e Retequattro, il vecchio abbonato alla Rai si aspetta qualche sussulto, oltre Bruno Vespa, “l’eterno ritorno del sempreguale”. Sembra una chimera, no?

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli