Tangenti in Lombardia, ora Fontana è nel mirino

Focus

Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera il governatore lombardo comparirebbe tra gli indagati per un incarico al suo socio

C’è anche il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana tra gli indagati nel terremoto politico-giudiziario che ieri ha scoperchiato una nuova tangentopoli lombarda. Il leghista è indagato per abuso d’ufficio da lunedì scorso, ma la notizia è stata confermata solo nelle ultime ore.

Secondo la Procura, Fontana avrebbe violato “il principio di imparzialità” scegliendo il suo ex socio, Lucio Marsico, come componente esterno del “Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici” della Regione Lombardia tra i vari candidati. Avrebbe quindi fatto una nomina fiduciaria, non rispettando il principio di imparzialità previsto dalla legge.

Interpellato dai giornalisti, Fontana ha detto di voler chiarire la cosa solo quando sarà chiamato “da chi di dovere”, ovvero dai magistrati milanesi nel corso della prossima settimana, e per ora non intende entrare nel vortice di voci e ipotesi legate a inchieste a orologeria o quant’altro.

Chi invece non si esime dal commentare è il suo capo politico Matteo Salvini, che in conferenza stampa dal Viminale ha sottolineato come “la questione non riguardi la Lega” e che Attilio Fontana, “è al di sopra di ogni sospetto”. E rispondendo alle domande dei giornalisti, ha aggiunto: “Mi spiace che qualcuno si stia sporcando la bocca con Attilio Fontana. Se qualche singolo ha sbagliato, paga”. E in una nota aggiunge: “Sono vergognosi gli attacchi all’uomo, all’avvocato, a un sindaco e a un governatore la cui onestà e trasparenza non sono mai state messe in discussione in tanti anni”.

Quel che è certo, però, è che il caso Fontana si trasforma inevitabilmente in un’altra pesante tegola nei confronti del partito guidato dal ministro dell’Interno, rendendolo politicamente molto più vulnerabile dopo il caso Siri.

Non a caso a stretto giro è arrivato il commento critico del M5s, che approfitta dell’inciampo leghista e dice: “Fontana ha la responsabilità politica diretta della nomina dei suoi collaboratori. Stiamo valutando quanto sta emergendo e il presidente ha il dovere di fare totale chiarezza”. Ad attaccare è il capogruppo del Movimento al Consiglio Regionale lombardo Marco Fumagalli,  che aggiunge: “Il primo anno di legislatura regionale è stato disastroso, ora queste vicende giudiziarie gettano altre ombre su tutta l’attività della Giunta regionale e – commenta – riportano la Lombardia nel fango e agli scandali di Formigoni e alle inchieste sulla sanitàdi Maroni”.

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