Tap, Ruspe e blitz della polizia contro le barricate

Focus

Le barricate erano state erette dagli attivisti che protestano contro la realizzazione del gasdotto e contro l’espianto degli ulivi

Un blitz della polizia è stato compiuto nella notte nell’area del cantiere Tap in località San Basilio, a San Foca, Marina di Melendugno: con le ruspe sono state abbattute le barricate erette nelle strade a ridosso della zona Tap dopo la sentenza del TAR Lazio e che ostruivano il transito veicolare.

Le barricate erano state erette dagli attivisti che protestano contro la realizzazione del gasdotto e contro l’espianto degli ulivi, in gran parte e a più riprese già eradicati e messi a dimora. Il blitz della polizia ha consentito le operazioni di messa in sicurezza di una quarantina di ulivi.

Una decina di ulivi che erano stati espiantati con le radici sono stati sistemati in grossi vasi. Sono state impiegate due gru e cinque camion che hanno consentito la sistemazione degli alberi trapiantati in un’area perimetrale del cantiere che si trova dalla parte opposta rispetto al presidio dei manifestanti No Tap contrari all’opera.

Le operazioni di eradicazione e messa a dimora degli alberi sono state controllate dai poliziotti che hanno monitorato la sicurezza nel corso dei lavori effettuati dai tecnici Tap.

Inutile è stato il tentativo dei manifestanti di aprire un varco nel cordone degli agenti. I manifestanti, che da settimane presidiano notte e giorno l’area (una cinquantina in tutto quelli presenti al momento del blitz) sono stati colti di sorpresa e, attraverso una cintura di uomini delle forze dell’ordine, sono stati confinati in una zona in prossimità dell’ingresso del cantiere e hanno dato vita ad una protesta fatta di slogan gridati contro la polizia.

“Chiedo all’ufficio Fitosanitario regionale di effettuare un sopralluogo urgente al sito di stoccaggio Tap degli ulivi per valutarne le condizioni”, lo ha dichiarato il sindaco di Melendugno, Marco Poti, che stamattina, per la prima volta da quando il 17 marzo sono iniziati i lavori, non ha partecipato alle manifestazioni di protesta davanti al cantiere per la realizzazione del gasdotto Tap a Melendugno. Il primo cittadino, nei giorni scorsi, è stato convocato per tre volte dal prefetto di Lecce, Claudio Palomba, e invitato a fare rimuovere le barricate che impedivano l’accesso alle strade interpoderali. I blocchi sono stati spostati la notte scorsa dalle ditte incaricate da Tap e dai vigili del fuoco, scortati da un ingente spiegamento di forze dell’ordine.

“E’ stato ancora una volta requisito un pezzetto del mio territorio – ha dichiarato Poti’ – con dispiacere abbiamo avuto centinaia di uomini delle forze dell’ordine, che hanno fatto il servizio di sicurezza a una societa’ privata straniera. Io non so se chi ha responsabilità politiche, i ministri dell’Interno e dello Sviluppo, si rende conto che un’opera del genere non può essere fatta contro il volere della popolazione. Non si protesta solo per un tubicino di gas – come dicono coloro che ignorano tutti gli aspetti di questo progetto – ma per difendere un territorio, la sua vocazione turistica, la salute,la sicurezza. Ecco perché continueremo a manifestare anche dopo oggi”.

A sostenere le proteste anche il presidente della Regione Puglia e candidato alla segreteria del Pd, Michele Emiliano, che ospite di Rainews 24 ha detto: “Lo Stato sta imponendo un’opera pubblica in una delle più belle spiagge della Puglia senza ascoltare la Regione che vorrebbe l’approdo del gasdotto a 30 km più a nord. Non un no per principio, ma semplicemente prepotenza dello Stato esercitata su decine di sindaci e cittadini. Comprendo la protesta dei cittadini, l’arroganza dello Stato li amareggia – ha aggiunto Emiliano -. Hanno ragione a manifestare pacificamente dietro a questa arroganza”.


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