Tav bloccata di fatto, a rischio 300 milioni

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Rese note la lettera di Conte e la risposta di Telt: il governo italiano si riserva di decidere, ma di fatto blocca l’opera. Per Salvini è tutto ok

Botta e risposta tra il governo italiano e la Telt, la società incaricata di realizzare la Tav Torino-Lione, dopo la lettera inviata alla stessa dal premier Conte.

Vanno dunque chiarendosi i termini con i quali il governo italiano ha provato a uscire dall’empasse provocata dallo scontro tra M5S e Lega e che lo ha quasi precipitato in una crisi. Palazzo Chigi ha reso nota la missiva nella quale, in sostanza, si chiede di mettere in stand by le procedure per la realizzazione dell’pera, bloccandola di fatto.

Nella lettera infatti il governo italiano invita la società ad astenersi “con effetti immediati, da ogni ulteriore azione che possa produrre, a carico dello Stato Italiano, vincoli di sorta”. Scrive ancora Conte: “Vi invito a soprassedere dalla comunicazione dei capitolati di gara, al fine di evitare che soggetti terzi possano formulare offerte per la realizzazione dell’opera, condizionando, per tale via, le libere, definitive determinazioni che il mio governo si riserva di assumere nel prossimo futuro”.

Nella lettera è citata l’analisi costi benefici, le cui conclusoni, scrive Conte: “ci impongono di rivalutare la realizzazione dell’opera, la cui corrispondenza all’interesse pubblico non appare scontata”.

“Tutte le prossime iniziative che vorrete intraprendere – si legge nella lettera – dovranno garantire la piena reversibilità di qualunque attività giuridica o scelta operativa posta in essere”. “Le anticipo che informerò prontamente il Governo francese e la Commissione europea circa questa posizione del Governo italiano”, conclude Conte.

La risposta di Telt non si è fatta attendere (la lettera di Conte porta la data di ieri, mentre la risposta quella del 9 marzo). La società, dopo aver preso atto della posizione dei due governi italiano e francese, ha reso noto che nel Cda di lunedì 11 procederà “a pubblicare gli ‘avis de marches’ (inviti a presentare candidature) relativamente agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base, in modo da rispettare il termine del 31 marzo per la presentazione alla Commissione del finanziamento per l’anno 2019”.

“A nome del Consiglio di amministrazione -prosegue il documento- consapevoli della delicatezza di tale decisione e della sua importanza politica, confermiamo quanto già proposto nelle lettere summenzionate e trasmesse ai ministri (18 dicembre 2018 e 21 febbraio 2019 n.d.r), con riferimento a: avvio della prima fase di candidatura (invito alle imprese a presentare candidature) sottoponendo la successiva fase di emissione dei capitolati per la presentazione delle offerte al preventivo avallo dei governi; inserimento nei suddetti inviti dell’esplicito riferimento alla facoltà per la Stazione appaltante in qualunque momento di non dare seguito alla procedura senza che ciò generi oneri per la Stazione appaltante stessa, nè per gli Stati”.

Come conferma lo stesso dg di Telt, Mario Virano: “La pubblicazione dei bandi di gara relativi ai lavori principali è stata rinviata, su richiesta del governo italiano e con l’accordo francese”, che tuttavia avverte: “Un nuovo rinvio di tali pubblicazioni oltre marzo comporterebbe la riduzione della sovvenzione europea di 300 milioni. Tale perdita rischia di richiamare in causa la nostra responsabilità civile e amministrativa, quale conseguenza dell’inerzia decisionale”.

Il ministro dell’Interno ha commentato: “Non c’è nessuno che vince o che perde, la Lega governa perchè vincano gli italiani”.

Ma dall’opposizione attaccano, con il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, che ha affermato:”Adesso è tutto molto chiaro. Salvini piegandosi al M5s è il vero responsabile dello stop a una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del Paese”.

“Brennero, Terzo Valico, Torino Lione e Napoli Bari, noi abbiamo aperto i cantieri non Salvini – . ha aggiunto Delrio -. Salvini è stato troppo impegnato a girare in una continua campagna elettorale per guadagnare qualche punto percentuale al suo partito mentre gli investimenti sono bloccati da quando loro sono al governo”.

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