Tav, Bruxelles avverte: con stop all’opera l’Italia dovrà ridare indietro i soldi

Focus

Toninelli oltre il limite della decenza: “Lasciatemelo dire, ma chi se ne frega di andare a Lione?”

Non si allentano le tensioni nel governo sulla Tav. E oggi a scendere in campo è l’Europa che avverte: i fondi sono a rischio se continuano i ritardi. “Non possiamo escludere che, in caso di ritardi prolungati” dei lavori della Tav Torino-Lione, “dovremo chiedere all’Italia di restituire i contributi già versati” dall’Ue per cofinanziare l’opera, afferma un portavoce della Commissione Europea. Per la Tav sono stati approvati cofinanziamenti per 813,8 milioni di euro: se i ritardi dell’opera si protrarranno, c’è il rischio che i fondi che non si riesce a impiegare in Italia vengano riallocati ad altri progetti della rete Ten-T, fuori dal nostro Paese. L’Italia rischia di dover rimborsare circa 500 milioni di euro, ma il conto potrebbe salire ulteriormente e avvicinarsi a 1,2 miliardi, se si tiene conto delle risorse nel bilancio Ue ancora disponibili per la Tav fino al 2020 e che verrebbero dunque riviste o cancellate.

A stretto giro la replica, come al solito al limite tra la provocazione e l’incomprensione, del ministro Danilo Toninelli. “L’analisi costi benefici sulla Tav è stata decisa da un Governo sovrano che vuole spendere al meglio i fondi pubblici. Ue stia tranquilla, tra pochi giorni avrà, come da accordi, tutta la documentazione”. Poco prima, sempre l’ineffabile Toninelli aveva così raffinatamente argomentato il no dei grillini all’opera: “Lasciatemelo dire, chi se ne frega di andare a Lione?“. Una specie di manifesto politico e culturale degno del ministro dei Trasporti più improbabile che la storia ricordi.

Ma sulla Torino-Lione prosegue lo scontro nell’esecutivo. “Voglio risolvere i problemi e finire le opere lasciate a metà. Se costa più fermare un’opera e tornare indietro che finirla e andare avanti togliendo Tir dalle strade, inquinamento dall’aria e aiutando imprenditori e pendolari, non capisco perché bisogna fermarsi”, ribadisce il vicepremier Matteo Salvini. “Di Maio dice che finché è al governo non si farà? Mi spieghi perché, numeri alla mano, è sconveniente usare treni veloci che ci collegano al resto del mondo risparmiando inquinamento e risparmiando quattrini”.

Molto critica Raffaella Paita, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera: “Sulla Tav dal governo arrivano solo bugie. Contrariamente a quanto hanno continuato a raccontare Toninelli e gli altri ministri pentastellati, il tira e molla tra Lega e Movimento Stelle arrecherà gravi danni per il Paese. La Commissione europea ha confermato quanto diciamo da tempo: in caso di ulteriori ritardi verranno richiesti all’Italia i contributi già versati e i fondi non impiegati saranno allocati ad altri progetti europei. E’ un governo di incompetenti – conclude Paita – che, pur di continuare la campagna elettorale, sta creando danni infrastrutturali ed economici. Prima se ne vanno, meglio sarà per il futuro dell’Italia”.

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