Tav, Chiamparino chiede il referendum: “Adesso ascoltiamo i piemontesi”

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Il presidente del Piemonte invia una lettera a Salvini, ma Conte lo gela: “La consultazione non è prevista”. Intanto continua il pressing di Parigi

Botta e risposta sulla Tav tra il premier Conte e il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino. Il dibattito sull’alta velocità oggi si è spostato sulla proposta dell’ex sindaco di Torino di fare un referendum per far decidere ai piemontesi le sorti della Torino-Lione. Ma il presidente del Consiglio lo gela rispondendo che “non è all’ordine del giorno, non è previsto” e che “non ci sono gli strumenti giuridici per farlo”.

Chiamparino in un’intervista a Circo Massimo su Radio Capital aveva detto di aver scritto a Conte il 29 settembre scorso e di non aver ricevuto risposta. “Non mi ha mai chiamato”, ha detto oggi Conte.

Il punto è che la stragrande maggioranza dei piemontesi, ha sottolineato Chiamparino, è favorevole alla Torino-Lione e anche per questo l’ex sindaco di Torino ha inviato una lettera al titolare del Viminale per chiedere una consultazione popolare.

“Il referendum può servire al Governo per decidere – ha detto in mattinata a Radio Capitale – e può essere utile a tutti coloro che vogliono uscire dalla situazione di incertezza che ancora c’è. Io temo che con il perdurare dell’incertezza e dell’indecisione, dopo le europee con un nuovo parlamento e una nuova commissione europea, si possano perdere i fondi e l’opera possa essere considerata non più prioritaria dall’Europa”.

Critiche da parte del presidente del Piemonte anche sull’annuncio di Conte legato al decreto Sblocca-Cantieri: “Sono stufo dei decreti pubblicati con messaggi da tweet. Se si vuole sbloccare i cantieri, bisogna andare nel merito, seguire, lavorare. Non bisogna fare decreti che lancino messaggi”. Chiamparino ha parlato anche dall’alto della propria esperienza con l’Alta Velocità Torino: “Aspetto un incontro con Danilo Toninelli dal 5 giugno 2018. Gli ho scritto una lettera e non mi ha risposto neanche ‘crepa’. Vanno solo dove ci sono i loro”.

Nel frattempo ieri Telt avrebbe fatto partire i bandi per 2,3 miliardi di euro, anche se Luigi Di Maio e Matteo Salvini – fa notare nel pomeriggio il segretario dem Nicola Zingaretti  non sono d’accordo nemmeno sul fatto se i bandi siano davvero partiti: “Si tratta dell’ennesimo pasticcio in un Paese drammaticamente fermo – ha sottolineato – e non c’è traccia di una politica industriale sul lavoro. Gli italiani non meritano questo governo”.

Intanto continua il pressing di Parigi. La Torino-Lione? “E’ un cantiere di cui sento parlare da 15 anni. Ora è tempo di avanzare e che il governo italiano si assuma le proprie responsabilità“: lo ha detto il segretario di Stato francese agli Affari Esteri, Jean-Baptiste Lemoyne, intervistato da France Info. “Ci sono un certo numero di termini che ora arrivano a scadenza legati al fatto che l’Unione europea stanzia dei fondi. Capisco che il governo italiano voglia superare le elezioni europee, perché alla fine, questo dossier, come altri, rivela il fatto che questa coalizione è una coalizione di circostanza”. “Guardate – ha aggiunto riferendosi alla Lega e al Movimento 5 Stelle – sono due formazioni politiche che durante la loro campagna nazionale si opponevano in modo abbastanza virulento e che si sono alleate per circostanza”.

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