Tav, la notte della scelta. Ma l’accordo ancora non c’è

Focus

I tempi a disposizione per dare il via libera ai bandi per il tunnel di base sono ormai ridottissimi

Il presidente del Consiglio Conte vola per l’Europa ma la testa è sempre in Val Susa. Al suo ritorno il Presidente sa già che l’aspetta una riunione cruciale – anche per la vita del governo-  e che la decisione definitiva sulla realizzazione della Tav non può essere più rimandata. Un incontro che previsto per le 20:30 e che, dopo il vertice infruttuoso di ieri con Salvini e Di Maio, “andrà avanti a oltranza”, finché non verrà raggiunto un punto d’intesa condiviso. Perché l’accordo non c’è e la strada è in salita. I tempi a disposizione per dare il via libera ai bandi per il tunnel di base sono ormai ridottissimi: si tratta di usufruire dei 2,3 miliardi la cui scadenza e legata all’avvio delle gare di appalto entro il 15 marzo. Che cosa farà il governo? Il tira e molla dura ormai da mesi. E che la situazione sia incandescente è un’evidenza. Questa mattina, voci, poi smentite, parlavano di un Toninelli irritato che avrebbe minacciato le dimissioni.

Sull’argomento leggi anche “Tav, il vertice di governo decisivo (che non decide)”

Il vicepremier cerca di riportare la calma fra le parti ma con scarsi risultati: “Voglio precisare una cosa durante tutti gli incontri di governo che si sono avuti finora non c’è mai stata alcuna discussione accesa né alcuna polemica, ma solo una discussione tra persone leali”. Poi la promessa: una decisione sulla TAV “sarà presa entro venerdì. Se qualcuno crede che sulla TAV possa cadere il governo si sbaglia- aggiunge- mi fido Di Conte che farà la sintesi delle posizioni”. La colpa se l’accordo non sarà soddisfacente per la base grillina, super agguerrita, sarà quindi del Premier, pronto a sacrificarsi sull’altare del governo

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