È ancora rissa tra Di Maio e Salvini: ennesima messinscena o l’inizio della crisi?

Focus

È sempre più alta l’incompatibilità politica tra i due azionisti di maggioranza

Le botte da orbi tra Lega e M5s su tanti, troppi, fronti di governo cominciano ormai a sfiancare anche il più assiduo e diligente osservatore della politica italiana.

Oggi al centro dello scontro tra i due vicepremier gialloverdi ci sono le dichiarazioni che Luigi Di Maio ha reso all’assemblea degli attivisti del Movimento a Cosenza. Dovevano restare tra intimi, invece nel giro di poche ore sono finite sulla pagina Facebook di una emittente locale, LaCnews24. Roba pesante. Nell’ordine: 1) il ministro dell’interno è derubricato al rango di “quell’altro li'”, non esattamente un complimento; 2) la Lega ha un atteggiamento “insopportabile”. Al punto che il diretto interessato ha dovuto replicare, in maniera ufficiosa – affidando le parole a fonti del partito – sottolineando piccato: “Quell’altro? Mah… Posso non stare simpatico ma ho un nome, mi chiamo Matteo…”.

L’incompatibilità tra le due parti rimane troppo alta. Ma il vero detonatore dell’ennesima possibilità di crisi potrebbe essere l’alta velocità Torino-Lione, che il M5s ancora vorrebbe provare a stoppare in ultima istanza in Parlamento.

Ieri il Blog delle stelle parlava di “miliardi sperperati per un’opera che inquina troppo”. Una denuncia immediatamente trasformata in una mozione presentata a Palazzo Madama (con ogni probabilità sarà votata il 7 agosto) per provare ancora una volta a stoppare quell’opera. Ma soprattutto, dietro quella mossa, risulta evidente il tentativo di tenere a bada i folti movimenti No-Tav all’indomani della loro manifestazione in Val Di Susa, quei tanti elettori ormai delusi dall’inefficacia grillina.

Nel frattempo la Lega alza il tiro e tramite i suoi due capigruppo, in maniera formale, chiede addirittura al Movimento di lasciare il governo: “Se per i Cinque stelle la Tav è un delitto, uno spreco, un crimine, un regalo a Macron e al partito del cemento, che ci stanno a fare in un governo che la realizzerà?”

E il contrattacco grillino non tarda ad arrivare: “Dalla Lega fanno i bulli sulla Tav coprendosi dietro ai numeri di Pd e Cav”, dice Di Maio. E chissà, magari la mozione del M5s è stata messa in piedi proprio per evidenziare quella posizione che tanto caratterizza i grillini: il prendere le distanze da tutti gli altri partiti.

Ci si domanda dunque come possa andare avanti un governo nel quale, da una parte, la Lega giudica i grillini “fastidiose zanzare estive” (lo riporta oggi il Messaggero) e, dall’altra, il leader del M5s accusa il suo alleato Salvini di nascondersi dietro la Tav per coprire la commissione d’inchiesta su Russiagate.

Il vero aspetto da registrare è che non ci troviamo più nella fase del “quando si spaccherà il governo” (semmai fosse stato almeno una volta unito), perché la frattura politica, arrivati a questo punto, è chiaramente un dato di fatto. Non solo è certificata dai tanti oltraggi verbali che i due azionisti di maggioranza continuano a scambiarsi. Ad evidenziare le enormi distanze ci sono infatti svariati temi politici, soprattutto di carattere economico.

Pesano le distanze sull’autonomia, certo. E nell’immediato pesa soprattutto la diversa posizione sul decreto sicurezza bis, che dovrà essere votato a Palazzo Madama proprio negli stessi giorni in cui si voterà la mozione grillina no-Tav. Assisteremo ad altre vicendevoli stoccate e alla formazione di maggioranze parlamentari alternative? In Senato potrebbe anche ripetersi il segnale arrivato il 26 luglio a Montecitorio, quando 17 deputati M5s non hanno votato il dl sicurezza bis. Ma c’è anche chi pensa a un ipotetico scambio politico sicurezza-Tav, che rimanderebbe la detonazione della crisi di governo più in là, anche se di poco.

Insomma, si prospetta un agosto decisamente caldo, e non certo per la temperatura meteorologica.

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