Tav, ormai siamo alla farsa. Serve una rivolta civile

Focus

Il governo giallo-verde gioca a prendere in giro gli italiani con l’obbiettivo, ormai scoperto, di rimandare la decisione sul TAV a data da destinarsi, magari dopo le elezioni europee

Il TAV Torino-Lione è ormai diventata una barzelletta. Sì, una delle opere infrastrutturali più importanti d’Europa viene utilizzata come merce di scambio da un governo che si regge su un accordo, contratto di governo o scrittura privata, che viene quotidianamente messo in discussione da uno dei due azionisti come se una Paese come l’Italia fosse una Srl.
Lega e M5S hanno ridotto un tema fondamentale come le infrastrutture per lo sviluppo dell’Italia a mera propaganda elettorale, oggetto di insulti tra Salvini e Di Maio il tutto condito dall’incompetenza e dalla ignoranza di Toninelli.

Il governo giallo-verde gioca a prendere in giro gli italiani con l’obbiettivo, ormai scoperto, di rimandare la decisione sul TAV a data da destinarsi, magari dopo le elezioni europee. In questo modo potranno fare la loro campagna elettorale raccontando tutto e il suo contrario, Salvini dirà Sitav e Di Maio dirà Notav. Tutto questo fregandosene totalmente della recessione, delle migliaia di posti di lavoro in ballo e con un disprezzo mai visto per gli interessi generali. Ma se tutto questo non bastasse da qualche giorno la Torino-Lione è diventata merce di scambio anche sul tema autorizzazione a procede per il caso Diciotti.

Dopo la visita di Salvini al Cantiere di Chiomonte con il corollario di dichiarazioni sulla necessità e importanza dell’opera, il duo Di Maio-Di Battista ha avviato la controffensiva minacciando, con toni violenti, di votare per mandare a processo Salvini se avesse continuato la sua campagna Sitav.

Questo è il livello raggiunto da questo Governo. Materie serissime trattate come merce da barattare sul tavolo di una coalizione che sta insieme per il solo ed esclusivo scopo di gestire il potere, senza idee sul futuro che sarebbero necessarie al paese. Salvini e Di Maio sono impegnati esclusivamente per la loro sopravvivenza, il primo cerca disperatamente una via di uscita per sottrarsi ai giudici, il secondo di non perdere faccia e ruolo.

Tutto questo colpendo nelle fondamenta il ruolo del Parlamento e nelle istituzioni democratiche e rendendo, ogni giorno di più, l’Italia poco credibile a livello internazionale. Davvero ci toccherà vedere Salvini salvato dagli “onesti” grillini? E tutto questo rinunciando ad un investimento che darebbe migliaia di posti di lavoro e aiuterebbe il paese a non precipitare ulteriormente verso il baratro della recessione? Serve una rivolta civile contro tutto questo.

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