Il governo non decide e scarica tutto sulla Francia

Focus

L’Europa avvisa: il no alla Tav comporterà la violazione di due regolamenti Ue del 2013 e la perdita di circa 800 milioni

Cinque ore di vertice e un nulla di fatto. Un incontro con i massimi esponenti del governo per decidere se la Tav si farà o no, ma nessuna decisione. Una tiritera che da mesi blocca un’opera cruciale. A Palazzo Chigi, nel vertice conclusosi intorno alle due di questa notte, erano presenti il premier Conte, i vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Alla riunione erano presenti anche i tecnici che seguono il dossier Tav e che hanno curato l’analisi costi-benefici. A Palazzo Chigi sono intervenuti anche il capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli, e il presidente della commissione Lavori Pubblici del Senato, Mauro Coltorti (M5s).

Una riunione che ha prodotto solo una richiesta di un bilaterale con la Francia per verificare i criteri di finanziamento dell’alta velocità sulla tratta Torino-Lione.

Analisi costi-benefici incompleta

Sono giorni che si rincorrono voci, passi avanti e poi passi indietro. Nessuno vuole cedere. Si dice che la decisione sarà presa dall’analisi costi-benefici. Un’analisi che però, per stessa ammissione del capo della commissione tecnica il professor Ponti, non conteggia le penali che l’Italia dovrebbe pagare nel caso in cui non si dovesse completare l’opera.

La lettera di Bruxelles

Intanto da Bruxelles iniziano a muoversi. Anche la Commissione è stanca della melina dei giallo-verdi. Adesso il tempo è finito. Tanto da essere pronta a inviare una nuova lettera all’Italia per ricordargli che l’eventuale ‘no’ alla Tav comporterà la violazione di due regolamenti Ue del 2013 e la perdita di circa 800 milioni di cui 300 milioni entro marzo e il resto successivamente.

Tensione nel M5s

La questione è tutta politica. Di Maio non vuole cedere su una delle promesse fatte, l’ennesima a non essere mantenuta. Anche coloro che hanno ingoiato tanti provvedimenti leghisti sono sul piede di guerra. Ad esempio senatore piemontese M5s Alberto Airola che sin da subito ha posto il veto sulla Tav e ieri ha avvisato: “Sono molto preoccupato dal vertice sulla Tav: ho estrema fiducia in Giuseppe ConteLuigi Di Maio e Danilo Toninelli, ma come sanno bene anche loro, se partono i bandi di gara si potranno fermare solo bilateralmente in accordo tra Italia e Francia. Potrebbe essere quindi l’inizio della sconfitta per chi si oppone all’opera e di sicuro sarà percepita come tale. L’irruenza salviniana sul tema potrebbe segnare la caduta di questo governo. Nell’unico interesse del popolo italiano, non resta che appellarmi al buon senso di tutti e di questo governo al quale non ci sarebbe alternativa se non le devastanti ammucchiate dei soliti noti”.

E’ chiaro che l’argomento Tav, contrariamente al desiderio dei due contraenti di governo, dovrà essere affrontato prima delle Europee. Il tempo stringe e il governo dovrà decidere. Potrebbe essere questo lo scoglio su cui si arenerà il governo giallo-verde? Ancora non è chiaro, ma da questo scontro politico continuano a perderci gli italiani.

 

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