Il grande riciclo: Tavecchio verso la presidenza della Lega di A

Focus

L’appeal della Serie A è in costante declino, come si vede dall’asta dei diritti Tv, ma si punta sull’uomo che è stato uno degli artefici del disastro azzurro

Il calcio italiano è in crisi, una crisi evidente da anni di cui l’esclusione dai Mondiali di Russia è stata solo l’ultima conseguenza. Le squadre di club italiane dopo tanti anni gloriosi non sono più competitive in Europa – la Juventus è l’eccezione che conferma la regola – e la Lega di Serie A da nove mesi è senza un presidente, quindi commissariata.

Tavecchio e la Nazionale

Dopo il fallimento dell’Italia, sconfitta dalla Svezia nello spareggio con la conseguente esclusione dal Mondiale di Russia – cosa che non succedeva dal 1958 – il primo su cui si è riversata l’indignazione dei tifosi azzurri è stato il Ct Giampiero Ventura. Una volta esonerato le attenzione di tifosi e critici, però si sono subito riversate sul presidente federale Carlo Tavecchio, che dopo qualche resistenza è stato costretto alle dimissioni.

FIGC

Le elezioni per la presidenza della federazione  sono vicine – il 29 gennaio – e i tre candidati (Damiano Tommasi presidente dell’Aic, Cosimo Sibilia presidente della LnD e Gabriele Gravina, numero uno della Lega Pro) sono nel pieno di una campagna elettorale per cercare di essere eletti presidente. In questo contesto s’inserisce anche l’elezione del nuovo presidente della Lega di serie A.

Appeal della Serie A

L’appeal del nostro campionato è in costante declino. Sono molto lontani i tempi in cui veniva definito il campionato più bello del mondo. Ormai il nostro campionato è stato superato definitivamente sia dalla Liga spagnola che dalla Premier inglese, ed oggi è sullo stesso livello di Bundesliga e rischia di subire anche l’attacco della Ligue1 francese, che soprattutto grazie al Psg, sta facendo il pieno di fenomeni.

L’asta per i diritti Tv sono state un buco nell’acqua. Ben lontano il miliardo ipotizzato, sembra che le offerte si siano fermate a circa 800 milioni. Ora si procederà a trattative private con i network che hanno presentato le offerte, ma la cifra sperata sembra sia difficile da raggiungere.

Tavecchio presidente della Lega di A

Nelle ultime ore è spuntato il nome dell’ex presidente federale Carlo Tavecchio. Il suo sponsor principale è, come sempre – nonostante alcuni contrasti nei mesi scorsi, Claudio Lotito, ma insieme al presidente laziale questa volta sono scesi in campo il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e soprattutto il presidente del Torino Urbano Cairo. L’ex presidente federale oggi è già il commissario della Lega di Serie A, ma aspira ad una promozione sul campo, visti i risultati ottenuti alla guida della federazione.

Come riporta repubblica.it il piano sarebbe stato orchestrato da Urbano Cairo per sbloccare lo stallo che da nove mesi c’è nella Lega di Serie A. Il piano prevederebbe che l’avvocato spagnolo Javier Tebas, ora presidente della Liga, diventi ad. Ma c’è un problema il numero uno della Liga ha pessimi rapporti con Fifa e Uefa, e si è opposto, durante le riunioni delle Leghe europee, ai quattro club italiani in Champions.

 

Se il piano di Cairo va a segno, allora il cerchio si chiude così: Tavecchio presidente di Lega, Tebas ad, Lotito e Fassone consiglieri federali, Marotta, Giulini, Percassi, Romei e Lotito consiglieri di Lega. Una grande coalizione.

Un quadro triste che denota come le poltrone dirigenziali siano più importanti del rilancio della Serie A e del calcio italiano in genere. Se si riciclano quei personaggi che hanno contribuito alla discesa del campionato di Serie A, come possono gli stessi portare sul tavolo idee innovative? La risposta è semplice: non possono. Ma l’importante è che cambi tutto per non cambiare niente, e che chi è uscito dalla porta rientri dalla finestra. Tutto molto triste, come triste sono state le prestazioni della Nazionale e dei club italiani in Europa.

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