Terremoto, arriva il decreto del Governo: no tax area per 4 anni e via le macerie subito

Focus

Sit in dei terremotati a Montecitorio. Ricevuti da Laura Boldrini

C’è chi vive negli alberghi sul lungomare ma si sente un “carcerato con l’ora d’aria più lunga”, chi non ha rinunciato a lasciare la casa in paese e ha scelto di dormire in camper, per tutti è arrivata l’ora delle risposte dalla politica.

E’ il giorno dei terremotati a Roma: con il decreto all’esame del Consiglio dei Ministri e la contemporanea manifestazione degli sfollati a Montecitorio.

E’ il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, appena terminato il Cdm a dire :”Il terremoto è la priorità di questo governo, rispondiamo oggi e in futuro. Con questo decreto acceleriamo ed evitiamo strozzature burocratiche”.

I terremotati del Centro Italia che oggi sono venuti dalle Marche e dalle zone dell’alto Lazio colpite dal sisma sono stati ricevuti alla Camera dalla presidente Boldrini e da una delegazione di deputati del Pd composta da Stella Bianchi, Titti Di Salvo, Silvia Fregolent, Alessia Morani, Luciano Agostini, Irene Manzi, Piergiorgio Carrescia e Paolo Petrini. E proprio mentre si svolgono questi confronti, che tutto sommato sono civili anche se le voci e i toni a tratti rivelano il segno di una stanchezza profonda- “Siamo come deportati”,”Viviamo in continua emergenza, fuori casa dal 24 agosto”, “Abbiamo perso tutto e vogliamo ricominciare” – sono proprio alcuni parlamentari dem che anticipano ai terremotati i contenuti del decreto che negli stessi minuti è all’esame del Consiglio dei Ministri.

Ci sono novità importanti che vanno nella direzione di una maggiore semplificazione in risposta alle esigenze dei territori, raccolte anche grazie al lavoro di ascolto silenzioso e senza telecamere che parlamentari ed amministratori del Pd stanno portando avanti da mesi, per la precisione dal 24 agosto. Senza tv al seguito ma con risultati che in molti casi sono stati tradotti nel decreto governativo.

I contenuti più significativi del decreto, che diventerà operativo dal giorno dopo l’approvazione, anche se ci saranno 60 giorni a disposizione del Parlamento per apportare modifiche sono questi: no tax area per 4 anni, rimozione delle macerie a carico delle amministrazioni comunali e non del privato, poteri speciali ai sindaci, busta paga pesante  per i lavoratori, proroga degli ammortizzatori sociali, nuove regole sulla programmazione scolastica e norme anti frode sugli affitti per i terremotati.

Quello che chiedono i terremotati durante l’incontro con i deputati dem è proprio questo: cambiare metodo, dare una svolta alla gestione sgombrando le strade dalle macerie e le pratiche dalla burocrazia, dare più potere di azione agli amministratori locali, far lavorare i volontari. Insomma, muoversi, dare energia alla ripresa, consentire l’accesso rapido al credito per iniziare a ricostruire. E soprattutto poter tornare a casa, uscire dagli alberghi del lungomare dove il tempo si è fermato e tornare alla vita di prima.

“La situazione è inedita e del tutto eccezionale anche rispetto al terremoto Marche-Umbria del 97” – fa notare ai terremotati un deputato Pd – “certo è che quello che valeva per le prime scosse non vale più oggi e occorrono poteri straordinari per dare risposte efficaci e veloci”.

Cento giorni sono troppi per aspettare risposte e se è vero che lo sforzo è stato enorme, con lo stanziamento di 4,5 miliardi di euro, resta opinione di tutti, terremotati e politica che occorre sciogliere alcuni nodi che hanno ingessato gli interventi, rallentando l’uscita dallo stato di un’emergenza che pure prende la forma di un’allerta costante dovuta alla particolarità di un terremoto fuori dall’ordinario.

Ora il decreto dovrebbe fornire le risposte giuste e l’appuntamento tra la delegazione dei terremotati e la politica si aggiorna tra quindici giorni, per fare il punto sulle novità e, nel caso, aggiustare insieme il tiro.

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