Torna la paura nel maceratese, 20 persone sfollate

Focus

Nessun ferito ma diversi danni, dopo la scossa del 4.6 registrata questa mattina all’alba

È tornata la paura nel maceratese dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.6 (come riferisce l’Ingv che aveva fatto una prima valutazione di 4.7) registrata alle 5,11 di questa mattina con epicentro a 2 chilometri da Muccia, in provincia di Macerata, ed ipocentro a 9 chilometri di profondità.

La prima scossa è iniziata con un boato seguito da una sequenza sussultoria durata alcuni secondi provocando il panico tra gli abitanti, tanto che molti di loro hanno poi deciso di uscire di casa per evitare pericoli. La scossa delle 5,11 ha fatto tremare tutta la regione, dall’Appennino alla costa adriatica, da Fano fino ad Ascoli Piceno.

Sul posto è stato immediatamente convocato un vertice per fare il punto sulla situazione. A Pieve Torina si sono incontrati i sindaci del territorio, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, la commissaria straordinaria alla ricostruzione Paola De Micheli e la Regione Marche, rappresentata dal presidente Luca Ceriscioli, vice commissario alla ricostruzione, e dall’assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti.

I danni

Sono in corso in tutta la zona i controlli di eventuali danni. A Muccia la scossa ha fatto crollare il piccolo campanile della Chiesa del ‘600 Santa Maria di Varano. Dei 920 abitanti di Muccia, 550 sono sistemati – dopo il terremoto del 2016 – nelle Sae (le Soluzioni abitative di emergenza), 120-130 persone stanno in case agibili e il resto è in sistemazione autonoma o da parenti.

Anche il ministero dei Beni culturali ha attivato le proprie unità di crisi per la verifica dei danni e la messa in sicurezza del patrimonio culturale. Il segretario generale del Mibact Carla Di Francesco ha fatto sapere che “il personale del Mibact sia già in loco in stretto contatto con il comando carabinieri Tutela patrimonio culturale, la Protezione civile e i vigili del fuoco”.

A Pieve Torina sei famiglie – una ventina di persone in tutto – sono state evacuate perché nelle loro abitazioni sono state rilevate crepe e cedimenti e i rischi di stabilità interni di altrettanti immobili finora agibili. “Siamo in una situazione difficile, disperata anche per l’esasperazione delle persone. Non ci sono stati feriti ma registriamo nuovi crolli e danni e le abitazioni agibili sono davvero poche”, ha dichiarato a Skytg24 il sindaco Alessandro Gentilucci.

Proprio nel Comune di Pieve Torina “ci sono circa venti nuovi sfollati – ha detto la commissaria straordinaria alla ricostruzione, Paola De Micheli – In questi momenti stiamo mettendo in campo tutta l’assistenza necessaria alla popolazione”.

Quella di stamattina è la scossa più forte avvertita da vari giorni a questa parte e ha riportato la paura tra le popolazioni. Oltre che nelle Marche, è stata chiaramente avvertita anche in Umbria, ma fortunatamente per ora non si hanno notizie di eventuali danni a persone o cose. Dopo il forte sisma del 2016, nella zona di Muccia la terra era tornata a tremare con frequenza e intensità già da alcuni giorni. In particolare, il 4 aprile se ne erano registrate due, una di magnitudo 4 e una di magnitudo 3.6.

Per precauzione Trenitalia aveva sospeso per qualche ora la circolazione lungo la linea interna Civitanova Marche-Macerata per effettuare controlli sulla tenuta della strada ferrata.

De Micheli: “Abbiamo accelerato molto la ricostruzione. Noi continueremo”

“Ci sono dei danni, la scossa è stata forte e si è sentita molto più di altre di pari grado di qualche tempo fa”, ha detto la commissaria per la ricostruzione delle zone terremotate Paola De Micheli a Circo Massimo su Radio Capital. “Le zone più pericolose – ha aggiunto – sono state perimetrate, abbiamo edifici che sono già stati messi in sicurezza. Gli edifici nuovi, come le scuole, non hanno subito danni, almeno a una prima verifica. Per sicurezza però è stato chiuso tutto. Adesso incontreremo i sindaci coinvolti con il capo della Protezione civile per organizzare i primi interventi, visto che abbiamo la necessità di riverificare tutti gli immobili che avevano danni lievi o non avevano danni. Dobbiamo ricominciare tutte le verifiche”.

“Abbiamo accelerato molto la ricostruzione pubblica, stavano partendo le gare – ha commentato De Micheli – Noi continueremo. La mia preoccupazione è che sulla ricostruzione privata possa passare la voglia. Lo Stato ricostruisce le case private se c’è un’espressa volontà e una richiesta del cittadino, ma se si diffonde la paura e la sfiducia che già in parte per varie ragioni c’era prima è del tutto evidente che questo percorso si rallentata ulteriormente, nonostante le procedure semplificate. Sono molto preoccupata. Lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 30 di agosto, e credo che non appena ci sarà un nuovo governo sarà possibile prorogarlo ancora”.

“Lo Stato ricostruisce le case private – ha detto De Micheli – se c’è un’espressa volontà e una richiesta del cittadino, ma se si diffonde la paura e la sfiducia che già in parte per varie ragioni c’era prima è del tutto evidente che questo percorso si rallenta ulteriormente, nonostante le procedure semplificate. Sono molto preoccupata”.

“Lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 30 di agosto, e credo che non appena ci sarà un nuovo governo sarà possibile prorogarlo ancora”, ha aggiunto.

“Casette? Abbiamo dovuto trovare aree idonee, e quello che sta succedendo oggi – dice ancora il Commissario – dimostra che la prudenza che ci abbiamo messo è stata corretta. Quella zona non ha solo il massimo del rischio sismico, ma anche il massimo del rischio idreogeologico ed idraulico, per questo abbiamo individuato aree che non corressero rischi di allagamenti, visto che andavamo verso l’inverno. Questo ha ritardato gli insediamenti, ma credo che sia stato un ritardo di prudenza giusta. E con il senno di poi, oggi dico che è stato giusto così. Sulla ricostruzione, abbiamo rilevato in alcune ordinanze delle complicazioni oggettive, quindi abbiamo fatto un’ordinanza unica sulla ricostruzione privata, uscita ai primi di gennaio, che cominciava a dare risultati positivi, ma continuavamo, e continueremo, purtroppo, a rilevare che ci sono poche domande, anche se nell’ordinanza abbiamo risolto anche il problema di anticipi finanziari”.

“Alle persone sfiduciate – ha proseguito De Micheli – dico che stiamo creando le condizioni per una ricostruzione sicura. Non possiamo fermare il terremoto, ma possiamo garantire la ricostruzione con tutte le tecnologie possibili. Oltre al fatto che paghiamo tutto, cosa che la legge prevede già, dobbiamo mettere dentro un di più di tecnologie super avanzate per dare la certezza che le case siano sicure”. “Si parla tanto di burocrazia, ma noi i controlli li dobbiamo fare. Vero, ci mettiamo più tempo, ma dobbiamo avere la certezza che quando mettiamo un tetto sopra una testa, quel tetto sia fatto come si deve”.

Ingv: “Stessa sequenza sismica iniziata nel 2016”

“Questo terremoto – spiegano sul sito dell’Ingv – come gli eventi avvenuti avvenuti negli ultimi giorni in questa zona, ricadono nell’area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0 avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (Ri) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

Una scossa anche nell’aquilano

Alle 6.49 è stata registrata un’altra scossa di magnitudo 3.3 anche nell’aquilano, a Ocre. Un “boato significativo, un rumore forte più che l’oscillazione”, ha detto il sindaco Fausto Fracassi. “Al momento – ha detto – non è pervenuta nessuna segnalazione, e neanche telefonate al Comune. Il rumore è stato forte e abbiamo capito che l’epicentro era da noi. Abbiamo attivato tutte le procedure ma per ora non sono segnalati danni a persone o cose. Parte della popolazione vive nei moduli abitativi e parte nelle case ricostruite. La scuola, tutta nuova e in legno, è aperta e sicura. Continueremo con le verifiche”.

 

 

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