E l’agricoltura scompare dall’agenda di governo

Focus

Nella Legge di Bilancio l’unica traccia è la misura a tratti ridicola e incomprensibile del “terzo figlio”. Ma veramente le famiglie vogliono questo?

Di agricoltura nella manovra economica presentata dal Governo non c’è traccia; è come scomparsa dall’agenda di Governo, svanita nella sua funzione di traino della crescita e dello sviluppo del nostro Paese, così come lo è stata per cinque anni di governi a guida PD.
Oggi l’agricoltura è divenuta un elemento secondario, banale, praticamente estraneo al processo di sviluppo economico del Paese.

Per la verità, oltre ad una norma tecnica contenuta nel quarto comma dell’articolo 49 sulla Xylella, che non comporta, comunque, alcuna attribuzione di nuove risorse finanziarie, esiste una piccola traccia di agricoltura nella manovra finanziaria; una traccia che è, a dir poco, incomprensibile, a tratti ridicola, insignificante da tutti i punti di vista.

È una misura dal sapore antico che ricorda “le premialità” di Mussolini. Si propone di assegnare una parte dei terreni agricoli dello Stato, delle regioni e dei comuni alle famiglie che avranno un terzo figlio nei prossimi tre anni.
Per combattere la denatalità, il Governo non propone più risorse alle famiglie, più asili, più servizi, insomma, maggiore attenzione. Niente di tutto questo. Attribuisce, invece, la concessione gratuita per 20 anni, alle famiglie disposte a fare il terzo figlio, di appezzamenti di terreno, magari abbandonati da lustri, incolti, inadatti, ubicati in zone montane o marginalissime, appartenenti al demanio o, addirittura, al patrimonio delle regioni e dei comuni, non ancora individuato.

Una misura presentata “per favorire la crescita demografica” e “per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali”.
Ma veramente le famiglie vogliono questo? Veramente si può barattare la nascita di un figlio con l’attribuzione gratuita di un pezzo di terra? Rende di più la terra, considerato il basso margine di profitto di cui soffrono le imprese agricole, o costa di più mantenere un figlio? Davvero uno strano modo di vedere sia la famiglia sia l’agricoltura, che, oggi, è impresa, innovazione, nuove tecnologie, produzione di energia, multifunzionalità, attenzione e cura dell’ambiente, presidio contro lo spopolamento e il dissesto idrogeologico. Cosa c’entra una famiglia in tutto questo?

Si attui, invece, quanto previsto in questa materia dai Governi PD, alienando o dando in concessione i terreni agricoli abbandonati o dismessi, senza alcuna contropartita, cosi come ha già iniziato a fare Ismea con la banca delle terre abbandonate.

Ulteriormente ridicola, e che evidenzia l’inconsistenza della misura, é la possibilità di attribuire a queste famiglie che hanno avuto la concessione del terreno demaniale mutui, fino a duecento mila euro, per l’acquisto della prima casa in prossimità del fondo agricolo. Solo che nel 2019 le risorse disponibili sono quantificate in 5 milioni. Ovvero, per il prossimo anno potranno accedere a questo beneficio venticinque famiglie. Un vero capolavoro di norma fuffa.

Nel decreto fiscale che accompagna la legge di bilancio, invece, si sente l’odore classico e ricorrente delle quote latte, questa volta per mettere in piedi un ennesimo condono, un colpo di spugna che premia chi ha fatto il furbo, chi ha fregato gli altri, i tantissimi allevatori onesti, a spese di tutti gli Italiani.
Perché il condono sulle multe per le quote latte, come il condono edilizio di Ischia e il condono fiscale, è un cazzotto in faccia alla gente onesta, ai contribuenti perbene di questo nostro Paese!
Ma questi sono i segni dei tempi. Anzi del cambiamento.

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