La guerra dei cloni: il terzo report Pd sulla disinformazione in Rete

Focus

Il terzo numero dell’osservatorio periodico del Partito democratico sull’industria delle false notizie sul web

Il terzo report Pd sulle ‘fake news’

Pubblichiamo oggi il terzo Report del Pd sulla disinformazione in Rete, che questa volta si concentra sulle dinamiche sottese ai meccanismi di diffusione dei canali web di disinformazione italiani.
In particolare, il report mette in evidenza alcuni meccanismi di diffusione utilizzati da pagine unofficial del Movimento 5 Stelle, così come da pagine di sostegno alle posizioni della destra populista ed estremista italiana, con il minimo comune denominatore identificato nell’attacco alle posizioni del Pd e del centrosinistra in generale.

Uno degli esempi su cui si concentra il report è il caso di alcuni dei blog a sostegno del Movimento, che si è scoperto sono gestiti da un ex candidato dello stesso Movimento a Palermo, tale Ugo Nicolosi.
Nicolosi, rivela il report, è un vero e proprio influencer online del M5S, con oltre 30mila follower e numerose e importanti amicizie con tra deputati e senatori, oltre allo stesso Davide Casaleggio e al suo uomo di fiducia, Pietro Dettori, responsabile editoriale dell’Associazione Rousseau. L’ex candidato ha cercato almeno in un’occasione, si legge nel ‘paper’, di nascondere la propria identità a fronte della pubblicazione di contenuti fuorvianti, falsi o scomodi sui suoi blog.

È possibile scaricare il report cliccando sull’immagine

 

I casi specifici esaminati in questo terzo appuntamento sono vari. Il primo è il blog http://notizieinmovimentonews.blogspot.it, all’apparenza un sito creato in modo artigianale da un attivista a Cinque Stelle. Ovviamente, si tratta per lo più di bufale.

L’altro sito preso in esame è https://www.silenziefalsita.it/ , che opera nel campo della misinformazione: seleziona, ripren¬de e modifica articoli da varie fonti restituendo un racconto deliberatamente orientato a fa¬vore del Movimento Cinque Stelle.

L’analisi proposta in questa terza puntata parte dalla constatazione che non solo i centri da cui parte la disinformazione sono molteplici e radicati in strutture di supporto ben nascoste, ma sono anche capaci di autorigenerarsi potenzialmente all’infinito.
Con la caratteristica ormai acclarata di avvalersi di emittenti opache: è quasi sempre un’impresa risalire a chi sta dietro alle “centrali di disinformazione”, siano esse blog di news, pagine Facebook di diffusione o, peggio ancora, “catene” di messaggi Whatsapp che nessuno sa da dove siano mai partite.
Di chiaro ci sono invece due elementi: una dimensione di attività instancabile, con ritmi di azione che , come mostra il report, si sono impennati nelle ultime settimane, e il fatto che l’alveo politico al quale si riconduce il complesso di queste attività sia sempre e soltanto quello dei movimenti populisti, xenofobi, della destra estrema nazionalista.

Un dato di fatto che, ad oggi, non trova smentite.

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