La farsa delle tessere-fantasma fra balbettii e contraddizioni

Focus

Dopo la figuraccia della Castelli, adesso il capo del M5s giura che le stamperà Poste italiane

Quella della stampa delle tessere di cittadinanza è una vicenda farsesca che oggi si arricchisce di una nuova puntata. Pressato dalla realtà, a Luigi Di Maio non è restato che svelare l’arcano: le fantomatiche tessere verranno stampate da Poste italiane. Perché non lo ha detto subito? Mistero. Siamo al ridicolo: al ministero non esiste alcuna traccia di questa iniziativa, nè una carta che attesti l’incarico a Poste italiane.
Era stato lo stesso vicepremier a dare il via alla storia. Qualche giorno fa Di Maio, forse in un impeto di entusiasmo, ha dichiarato che erano già pronte in tipografia le tessere elettroniche per ottenere il tanto agognato sussidio. Dichiarazione che aveva creato qualche stupore, visto non esiste un normativa approvata dal Parlamento e che non si conoscono neanche i requisiti per poterlo ottenere. E così dal Pd (e non solo) è partita una raffica di richiesta di spiegazioni che purtroppo ad oggi non hanno avuto ancora una risposta. Se il Ministro fa lo gnorri ed evita l’argomento (in effetti ha già molti altri problemi per la testa), il sottosegretario Laura Castelli si è lanciata in giustificazioni surreali. La sua performance durante la trasmissione 8 e mezzo ha creato più sconcerto che altro. Eppure le domande della conduttrice erano semplici: “Di Maio ha annunciato che sono in stampa le tessere elettroniche: intanto sono 5 o 6 milioni? E chi le sta stampando?” ha chiesto Lilli Gruber alla sottosegretaria. “La platea dovrebbe essere di 5 milioni e mezzo circa” ha risposto Castelli, che incalzata dalla conduttrice non ha fornito però altri dettagli sulla stamperia, tanto che Luca Telese in studio ha ipotizzato la possibilità di una “tipografia segreta”.
Ma i membri del governo, anche se pentastellati, devono imparare che in democrazia si risponde delle proprie dichiarazioni e quindi la questione non può finire qui. E infatti in Commissione Bilancio della Camera i deputati dem continuano a chiedere dettagli. Maria Elena Boschi e Luigi Marattin hanno cercato di carpire informazioni ma la Castelli ha preferito trincerarsi dietro un “siamo qui per parlare degli emendamenti alla legge di bilancio”. Ma come, dove è finita la trasparenza di cui ha sempre cianciato il Movimento 5 Stelle? A questo punto per il Pd non c’è altro da fare che denunciare Di Maio e Laura Castelli: “Pretendiamo una risposta pubblica del Presidente del Consiglio. Siamo di fronte ad un danno erariale o all’ennesima bufala?” Le senatrici pd Caterina Bini e Simona Malpezzi insistono: “Il reddito di cittadinanza non è una legge. Chi ha dato ordine di stampa? E’ stata fatta una gara pubblica o un affidamento alla Sogei?”. Aspettiamo ancora delle risposte esaurienti.

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