Ancora guai per le compagnie telefoniche. L’Antitrust indaga per pratiche scorrette

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Coinvolti Tim, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e l’associazione di categoria Assotelecomunicazioni – Asstel. Il sospetto è che abbiano messo in atto una serie di accordi anticoncorrenziali

Ancora bufera sulle agenzie telefoniche. L’Antitrust ha avviato un’indagine relativa al caso delle bollette a 28 giorni. Oggi si sono svolte delle ispezioni da parte del nucleo speciale Antitrust della Guardia di finanza, su richiesta dell’Autorità, nelle sedi dei principali operatori di telefonia da Tim a Wind 3, Vodafone e Fastweb. Accertamenti sono avvenuti anche in Asstel, l’associazione delle imprese di settore.

Il sospetto è che le varie aziende abbiano messo in atto una serie di accordi anticoncorrenziali. Ipotesi che però è stata immediatamente smentita da Assotelecomunicazioni – Asstel.  “Nella riunione del 7 febbraio 2018 – si legge in una nota dell’Antitrust – l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti delle società Tim, Vodafone, Fastweb, Wind Tre e dell’associazione di categoria Assotelecomunicazioni – Asstel per accertare se tali imprese, anche tramite la suddetta associazione abbiano, in violazione dell’art. 101 del Tfue, coordinato la propria strategia commerciale connessa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui mercati dei servizi al dettaglio di telecomunicazione elettronica fissi e mobili, a seguito dell’introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi”.

Il metodo della fatturazione a 28 giorni

Il pomo della discordia sono le ormai ben note bollette fatturate sulle 4 settimane, ovvero ogni 28 giorni anziché ogni 30. Con questo piccolo “trucco” le compagnie senza offrire alcun servizio aggiuntivo o vantaggio per gli utenti, facevano passare le mensilità da 12 a 13, con un aumento delle tariffe per gli utenti dell’8,6%. Una pratica avviata da tutte le compagnie operanti in Italia tra il 2016 e il 2017 e non solo in ambito telefonico.

Per l’Agcom gli operatori sarebbero dovuti tornare a bollette mensili già entro il 23 giugno dell’anno scorso, ma per arginare la pratica scorretta fu necessario l’intervento del Parlamento. Un emendamento del Pd al dl fiscale approvato nel novembre scorso ha messo fine al trucchetto delle multinazionali. Il limite fissato per ristabilire la fatturazione corretta è il prossimo 4 aprile, cioè 120 giorni esatti dall’entrata in vigore della legge (6 dicembre).

Cosa prevede la legge

Lo stop della tariffazione, come detto, arriverà tra poco più di un mese e riguarderà i servizi la telefonia, le pay tv, e Internet. Chi è inadempiente dovrà rimborsare ogni utente con un indennizzo forfettario di 50 euro, maggiorato di 1 euro per ogni giorno successivo alla scadenza del termine imposto dall’Autorità. Raddoppiate anche le sanzioni che vanno da un minimo di 240 mila euro a un massimo di 5 milioni.

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