Brucia il Tmb Salario. Pd: “Roma trasformata nella Terra dei Fuochi”

Focus

Nonostante le proteste dei cittadini, Raggi ha sempre rimandato ogni decisione e questo è il risultato

Alla fine il disastro è avvenuto. Anche Roma ha la sua Terra dei Fuochi. Non sono bastate le manifestazioni, gli appelli, le proteste dei cittadini del Nuovo Salario, il Tmb ha continuato a lavorare nonostante l’evidente tossicità e ha preso fuoco. Questa mattina alle alle 4.30 nell’area ricezione dei rifiuti, dove scaricano i camion, si sono scatenate le fiamme. Non si conoscono al momento le cause. Il vento, poi, ha fatto propagare le fiamme verso l’area del trattamento. Non ci sono feriti né intossicati ma il fumo nero è visibile su gran parte della città.

Un grande, grandissimo, problema per la Capitale perché la Giunta Raggi, ostinata nel pensare che non serva nella città un nuovo impianto di trattamento dei rifiuti, si è sempre rifiutata di costruirne altri ( o almeno di trovare un’alternativa) con il rischio, molto concreto, che con il Tmb fuori uso ora la città si inonderà di rifiuti (più del solito) rendendo felici i privati che dovranno operare in emergenza nel periodo di Natale. La sindaca oggi impegnata nella demolizione di uno stabile illegale ad Ostia ha twittato: “Il vento è cambiato”, incurante di quanto poteva apparire ridicola la sua affermazione in questo giorno così drammatico per la città. Perchè il rogo non è un evento inaspettato, le denunce si susseguono da mesi nel silenzio della Giunta.

Anche il ministro Costa ha latitato: “Abbiamo invitato, a più riprese e da mesi, verbalmente e formalmente il ministro Costa a riferire in Commissione- dicono i senatori democratici Andrea Ferrazzi, capogruppo Commissione Ambiente ed Anna Maria Parente, vice presidente Commissione Lavoro-. Ha ignorato le nostre richieste così come sistematicamente ignora, insieme alla sindaca Raggi, le grida d’allarme dei cittadini del territorio costretti peraltro a respirare odori insopportabili”. “Quell’impianto è vecchio, utilizza tecnologie superate e in quei capannoni vengono trasferiti giornalmente una quantità di rifiuti oltre la possibile capienza- proseguono Ferrazzi e Parente- L’Arpa del Lazio peraltro ha segnalato numerose criticità. Ora si è sviluppato un nuovo incendio dopo quello del 2015. Cosa si aspetta ad intervenire a tutela della salute pubblica? Gli amministratori di Roma sono in grado di predisporre un piano straordinario di gestione del ciclo dei rifiuti? Il ministro Costa ricorda di essere a capo di una cabina di regia su queste problematiche?”. Aggiunge la senatrice del Pd Monica Cirinnà: “Ecco cosa succede quando l’immobilismo e l’inerzia delle istituzioni non affrontano con serietà i problemi. La sindaca Raggi, al di là delle chiacchiere nulla ha fatto per lo smaltimento dei rifiuti nella città, rimandando di continuo ogni decisione, senza una strategia che affrontasse la questione in una visione organica e strutturata. E i cittadini romani pagano vedono ora la Capitale trasformata nella “terra dei fuochi” dall’incompetenza e l’indolenza degli esponenti M5S”.

 

In effetti l’Agenzia regionale per l’ambiente era stata chiara fin da subito:  il Tmb è una vera  e propria discarica. “Si é accertato – scrive l’Arpa – che il rifiuto derivante dal trattamento di stabilizzazione svolto non ha le caratteristiche di una Fos (frazione organica stabilizzata) e presenta elevate caratteristiche di putrescibilita'” (una certificazione, in parole povere, dei cattivi odori). Non solo: fosse di ricezione sovraccariche con “cumuli di rifiuti stoccati in parte superiori all’altezza del piano di scarico”; quantita’ di Cdr (combustibile da rifiuto) prodotto inferiore al previsto; aumento delle “emissioni odorigene”, sia “per l’aumento dei tempi di stoccaggio” sia “per i ridotti spazi di manovra che non consentono la rapida entrata ed uscita dei mezzi di trasporto”; livello di operativita’ insufficiente. Quanto basta per dare parere “negativo” al rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia).

“L’Arpa boccia il Tmb Salario perché é inefficace e non funziona e dunque va chiuso”, aveva commentato il presidente del III Municipio Giovanni Caudo ma in attesa di una possibile ‘svolta’ tutto è andato avanti come sempre, come se nulla fosse.

Ora, con il rogo, si spera che il Comune decida finalmente di chiuderlo come chiede anche il Pd Roma.

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