Toninelli, ancora una gaffe su Genova

Focus

Il post su Instagram (poi cancellato): “Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere”. Dopo la foto col plastico di Vespa ancora una figuraccia

Ci risiamo. Dopo la gaffe (di cui chissà se si è reso conto) della foto sorridente nello studio di Vespa davanti al plastico del moncone del ponte Morandi, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ne combina un’altra delle sue, con un post su Instagram accompagnato da una battuta infelice, ancora una volta riferita alla tragedia di Genova, subito dopo cancellato e sostituito da una frase più innocente.

In posa con i suoi due bambini e il barbiere di fiducia, il ministro ha scritto: “Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere”, con evidente riferimento, che nelle intenzioni voleva forse essere ironico, alle polemiche con la società Autostrade seguite al tragico crollo di Genova.

Uno scivolone di cui, chissà, dovrà essersi accorto qualcuno dello staff, tant’è che dopo pochi minuti il post è stato cancellato, per essere sostituito da un altro, con la stessa foto, ma con una ben più innocente frase su “un momento di relax con i miei bambini, in mezzo a tanti impegni e tante sfide” (di cui la più impegnativa, immaginiamo, debba essere quella con sé stesso).

Ma chi se non un esponente di spicco del Movimento nato sul web dovrebbe sapere che sui social nulla può essere nascosto? E infatti così è stato, con gli screenshot del primo post che hanno immediatamente cominciato a girare, e i commenti indignati degli utenti che si sono divisi tra un “revocherei a te a la concessione” e un invito a pubblicare il post precedente, “se ne hai il coraggio”.

Immediata la reazione del Pd, con Maurizio Martina che ha commentato su twitter: “Prima in tv, poi sui social. Che vergogna un ministro così. Parole, battute e propaganda, mentre Genova aspetta decisioni chiare e in fretta”, e Matteo Renzi che sempre su twitter ha scritto: “Non bastava il no alla Gronda o il plastico del ponte: Toninelli insiste a ironizzare su una tragedia. Quest’uomo non sta bene, aiutatelo”.

Ma il ministro, sebbene in carica da poco più di tre mesi, non è nuovo a figuracce e strafalcioni. Ecco, in sintesi, tutte le volte che Toninelli (o chi per lui) ha fatto ‘boh’:
– In principio fu il sottosegretario (di Toninelli) Siri, che lo scorso giugno, in diretta su La7 per ben tre volte sbotta: “Ma Toninelli non è ministro”. Evidentemente non poteva crederci manco lui.
– Poi è stata la volta della gaffe “nautica” (ma i trasporti non includono anche quelli navali?), con il tweet del ministro in piena vicenda Diciotti, in cui il rimorchiatore italiano Von Thalassa diventa addirittura un incrociatore.
– All’elenco non potevano mancare le nomine, con il condannato per bancarotta Intrieri assoldato tra i 14 esperti chiamati a far parte della task force ministeriale per il controllo delle infrastrutture. Ma si sa, le condanne fanno scandalo solo quando sono “degli altri”.
– Infine la catena di gaffe legate alla tragedia di Genova: prima la commissione ministeriale, in cui Toninelli chiama tre funzionari che da lì a breve verranno indagati per la stessa vicenda. Poi, preso dalla furia nazionalizzatrice, il ministro dimentica che il tratto di ponente dell’autostrada A10 Genova-Ventimiglia è gestito non dai Benetton, ma da Autofiori, compagnia che non ha nulla a che fare con Autostrade e che ha dentro, anzi, anche soggetti pubblici. Quella tratta, dunque, difficilmente potrà essere nazionalizzata. Ma forse per il ministro la faccenda era troppo ostica.
Infine la uno-due micidiale, con la foto sorridente, nel salotto di Vespa, con in mano un pezzo del plastico raffigurante il ponte crollato, fino al post Instagram di oggi.

Ma siamo pronti a scommettere che le “toninellate” non finiranno qui.

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