Lo stile raro di Giorgio Tonini che non si ricandida

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Il senatore È una delle figuri più brillanti del Pd

Giorgio Tonini, senatore del Pd, non si ricandiderà: ha fatto già 4 legislature e non chiede deroghe allo statuto del Pd.

Ha rilasciato un’ampia e bella intervista al giornale di Trento, dove vive, e potete leggere qui ciò che pensa della situazione politica e dei timori per l’ingovernabilità del Paese. Ci sono giudizi molto sereni e onesti sul Pd e su Renzi. C’è molta lucidità politica.

Per parte nostra, conoscendo Giorgio Tonini dai tempi del liceo e avendolo seguito in tutti questi anni di direzione politica in prima fila prima come stretto collaboratore di Walter Veltroni ed importante parlamentare negli anni successivi, vorremmo dire due cose.

La prima è che Giorgio è una persona di stile come ahimè nel mondo politico se ne vedono pochi. Uno stile “antico”, intriso di alta cultura e profonda onestà intellettuale: Tonini è uno di quelli di cui è giusto dire che sa tutto. La forte formazione filosofica – al liceo spiegava a noi di sinistra chi fosse Emmanuel Mounier! – gli consente di padroneggiare altre discipline, come la politica economica (è un ottimo presidente della commissione Bilancio del Senato).

La seconda cosa riguarda ancora lo stile. Lo stile politico. Anche qui, è uno stile un po’ da altri tempi. È vero, ha fatto 4 legislature (3 più quella corta 2006-2008) ma non tutti sono disposti a lasciare lo scranno parlamentare con la stessa leggerezza di Giorgio Tonini. Sulla cui lealtà – crediamo proprio di non sbagliare – il suo partito potrà contare ancora, nelle forme che egli sceglierà.

 

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